ospedale-belcolleNon si riesce a stare tranquilli neanche da morti. Verrebbe da dire così dopo l’arresto di questa mattina, da parte dei Carabinieri di Viterbo dei tre addetti alla camera mortuaria dell’ospedale cittadino di Belcolle. I militari del Nucleo Investigativo del comando Provinciale di Viterbo hanno, infatti, eseguito  una misura cautelare dispositiva degli arresti domiciliari nei confronti dei tre addetti al servizio di medicina necroscopica per il  reato di corruzione continuata. Le tre persone, tutte residenti nella provincia di Viterbo, sono stati arrestate e condotte presso le proprie abitazione con divieto assoluto di comunicare con alcuno fuori dall’ambiente in cui abitano.
L’operazione portata a termine stamani dai Carabineri si chiama “ANUBI”, in quanto prende il nome dalla divinità egizia, protettrice delle necropoli e del mondo dei morti, considerato anche “Colui che presiede all’imbalsamazione”.
L’attività investigativa ha avuto inizio nel settembre del 2013 ed è stata diretta dal   sostituto Procuratore dott.ssa Paola Conti, per concludersi nel febbraio di quest’anno. Ripetuti gli episodi di corruzione, consistenti in mazzette che le agenzie funebri compiacenti, che fungevano  da intermediari con i familiari, elargivano  ai tre necrofori  per favorirne l’affidamento del servizio funebre o in cambio di atti o servizi non dovuti e contrari ai propri doveri d’ufficio, in violazione degli obblighi di fedeltà ed imparzialità verso l’amministrazione di appartenenza, la Ausl di Viterbo.  L’indagine ha avuto origine dalla segnalazione della stessa Direzione Sanitaria dell’ospedale Belcolle di Viterbo che, nel corso di alcune riunioni organizzative relative al servizio di Medicina necroscopica,  aveva raccolto le lamentele di alcuni titolari di agenzie funebri che avevano riferito di una consolidata prassi di dazioni di denaro ai necrofori, adottata da parte di alcune agenzie per ottenere illeciti favoritismi nella gestione della sala mortuaria. L’Ausl di Viterbo è, quindi, in tale vicenda parte offesa dalla condotta dei propri dipendenti infedeli. È stato anche accertato che uno degli arrestati era un vero e proprio socio occulto di una agenzia funebre viterbese, dove peraltro lavorano i propri figli e non perdeva occasione per favorirla. Contestualmente ai tre dipendenti dell’Ausl di Viterbo sono stati denunciati all’autorità giudiziaria altre 34 persone, tra titolari e dipendenti di agenzie funebri, che pagavano delle  tangenti per ottenere dei vantaggi. La loro posizione è al vaglio della magistratura. Ingente il giro di affari , calcolato in oltre 3 milioni di euro annui.

Wanda Cherubini