Nemmeno il tempo di annunciarlo è già sembra che sia stato violato il cessate il fuoco per il Sud Sudan. La tregua era stata siglata il 9 maggio scorso ad Addis Abeba in Etiopia. A siglarla erano stati il presidente Salva Kiir e il suo ex vice Riek Machar. A favorirlo il premier etiope Hailemariam Desalegn. Sarebbe la seconda volta che avviene in quanto già un altro cessate il fuoco, firmato lo scorso 23 gennaio, era stato violato addirittura non entrando mai in vigore. Allora aveva mediato l’Autorità intergovernativa per lo Sviluppo, Igad. L’accordo siglato lo scorso 9 maggio nei fatti avrebbe dovuto porre fine alle ostilità in corso nel Paese africano dallo scorso mese di dicembre. A combattersi sono i governativi fedeli al presidente Salva Kiir e i miliziani del suo ex vice Riek Machar. Oggetto del contendere la lotta per il potere nel neonato Paese africano alimentata anche dalla rivalità tra le tribù Dinka e Nuer a cui Kiir e Machar appartengono rispettivamente. Una rivalità che si è immediatamente trasformata un vero e proprio conflitto interetnico che ha visto coinvolta, suo malgrado, anche la popolazione civile. Alla fine decine di migliaia di civili inermi sono morti vittime di violenze indescrivibili compiute dall’una e dall’altra parte e oltre un milione hanno invece, visto cambiare il loro status in sfollati interni e profughi. L’accusa di aver rotto la Tregua è reciproca.
Ferdinando Pelliccia

