uccisioneHainesLo Stato Islamico, IS, ha messo in atto anche la terza minaccia. David Haines è stato decapitato. Ancora una volta l’annuncio è stato fatto attraverso la pubblicazione di nuove sconvolgenti immagini della sua morte. Si tratta del cooperante scozzese rapito 14 mesi fa da un campo profughi in Siria. Nei giorni scorsi i familiari di Haines avevano lanciato un appello ai suoi rapitori sperando inutilmente di entrare in contatto con loro. La risposta dell’Isis è stata solo per il premier britannico David Camerun. Nel filmato come sempre il boia ha parlato di punizione per il fatto che La Gran Bretagna sta armando la resistenza irachena contro l’IS. “Questo britannico paga il prezzo della tua promessa, Cameron, di armare i peshmerga contro lo Stato Islamico”. Con la stessa mancanza di pietà prima di lui erano stati brutalmente uccisi allo stesso modo due reporter americani, James Foley e Steven Sotloff. Era stato proprio durante l’esecuzione di quest’ultimo che i jaedisti, come era stato per Sotloff durante esecuzione di Foley, avevano mostrato anche Haines piegato sulle ginocchia a terra con addosso una tuta arancione, un chiaro riferimento a quella dei prigionieri di Guantanamo, minacciando che sarebbe stato il prossimo. Nel rispetto di questo rituale, il boia dell’IS, anche stavolta nel video, dopo la decapitazione di Haines, ha mostrato un altro ostaggio, Alan Henning. Si tratta di un altro britannico che, se rispettato il rituale di sempre, potrebbe essere la prossima vittima dell’IS.