mussL’europarlamentare Alessandra Mussolini è tornata a Viterbo per ringraziare i viterbesi della fiducia a lei accordata alle ultime elezioni. E’ stata accolta nel pomeriggio di oggi, presso l’hotel Terme Salus , dal direttivo di Forza Italia (Ubertini, Giulio Marini, Roberto Viola, coordinatore provinciale del circolo di Forza Italia, Enrico Maria Contardo, vice coordinartore, Antonella Sberna, coordinatrice giovani e consigliera comunale di FI). Presenti anche il sindaco di Montalto Caci ed il consigliere di Civitavecchia Frascarelli.  Ubertini ha ringraziato la Mussolini per la sua presenza nella città dei Papi ed ha affermato: “Si vive nella totale confusione. C’è molta disaffezione nei confronti della politica. I nostri elettori non capiscono se siamo all’opposizione o se siamo la stampella del governo Renzi. Vogliamo sapere cosa dobbiamo fare”.  E la risposta della Mussolini non si è fatta attendere, ma in primis sono venuti i ringraziamenti. “Ci tenevo ad essere qui per ringraziare – ha esordito – perché il voto di preferenza è alla persona. Per forza mi sono dovuta dimettere dal Senato altrimenti sarebbe stata una truffa. Le preferenze sono anche un segnale verso la meritocrazia”. Mussolini ha poi ricordato i suoi esordi politici che non sono stati all’interno di Forza Italia. “Ero in un altro partito – ha precisato – rovinato da un tizio che adesso vorrebbe ritornare… Nella vita si può sbagliare, ma lui ha distrutto tutta un’area, quella di destra e se ne è andato via in modo meschino”.  La Mussolini affronta, quindi, la questione alleanze, ma prima vuole rimarcare un concetto: “Dobbiamo ritrovare dei nostri valori: chiediamo una tassazione bassa; la  flessibilità del mercato del lavoro e la riforma della giustizia perché la giustizia civile interessa sia alle famiglie che alle imprese. Altri argomenti, che sono delicati, si possono affrontare anche in un partito come il nostro, ma prima di pensare agli omossessuali ci sono conviventi che hanno figli che dovrebbero essere tutelati, così come i molti bambini delle case famiglia e poi arriviamo al matrimonio tra due uomini o tra due donne, ma sono contro l’adozione. I bambini non sono un capriccio!. C’è un limite al tutto – sbotta la Mussolini- Lussuria che porta il 45 di scarpe non deve insegnarci quali sono i diritti civili, quando non sa neanche lui cosa sia. Se devo prendere la tessera dell’Arcigay me ne sto con Renzi”. Mussolini parla di una sorta di “sindrome di piacere a sinistra”. “Noi abbiamo i nostri valori”. In materia poi di riforma del lavoro voluta dal “piacione” Renzi, la Mussolini esclama: “Se il lavoro a tempo determinato me lo carichi di tasse il datore paga più soldi ed il lavoratore ha meno soldi. Ecco perché ho proposto di eliminare il sostituto d’imposta. Ma si parla solo di club. Se andiamo all’unificazione delle strutture sarebbe meglio. E’ chiaro che siamo tutti in una stessa famiglia”. La Mussolini si scaglia poi senza mezzi termini contro la Fornero: “Dovrebbe andare in Africa a prendersi l’ebola! Ha rovinato i pensionati. Ora abbiamo le pensioni post mortem!  I giovani poi o non le vedranno proprio o si dovranno accontentare di 300 euro mensili. Questi sono i problemi. Gl iarci gay lasciamoli lì dove sono; è un mondo che non ci appartiene e non può diventare l’argomento centrale della nostra politica”.  Quale è la chiave di volta, quindi, per risollevare il partito? Per Mussolini c’è solo una strada: “Partiamo dai Comuni, facciamo venire i nostri sindaci a Bruxelles e sul patto di stabilità si faccia una proposta concreta. Affrontiamo Renzi sul suo territorio. La vera rivoluzione – ha incalzato Mussolini – deve partire dal territorio, dai sindaci. Questa non è anarchia, ma democrazia: far crescere una classe dirigente dal basso. A me dei club francamente non mi interessa. A me interessano i contenuti di questi club. Facciamo crescere Forza Italia con proposte innovative e concrete. Bisogna proporsi come classe dirigente locale. Dobbiamo essere popolari”. Mussolini si definisce nella sede romana come un a sorta di ospite. “Non dobbiamo sentirci ospiti perché il partito lo fate voi”- ha detto rivolgendosi ai politici locali. “Sono ottimista perché c’è gente, come me, che ama questo partito e che si sente di destra. Non dobbiamo essere tutti appecorinati a Renzi. Siete moderati, io no, ma il rispetto per Berlusconi mi fa tacere su tante cose.. “. Sul discorso alleanze la Mussolini poi aggiunge: “Proviamo a fare un’alleanza con il Nuovo Centro destra e fratelli d’Italia, ma non è che  poi devono essere premiati quelli che se ne vanno e poi tornano. Diamo anche una riconoscenza a quelli che sono rimasti!”. Infine, una frecciatina Mussolini, che di certo moderata non è, la scaglia anche contro il ministro della Salute Lorenzin: “Speriamo che in Italia non ci sia qualche contagio per l’ebola se no con la Lorenzin, che non è neanche medico, siamo rovinati!”. Uno sguardo poi la Mussolini lo rivolge ai giovani: “Dobbiamo aiutarli, per questo sto organizzando  a Bruxelles i gruppi per i giovani. Si devono aiutare i ragazzi”. Ed a proposito di giovani Antonella Sberna ha ringraziato la Mussolini affermando: “E’ insieme che dobbiamo lavorare. C’è tanto frazionamento e disorientamento. E’ necessaria un po’ di tranquillità”.  “Dobbiamo lavorare e credo che possiamo ricostruire questo partito – ha aggiunto Marini – L’entusiasmo non manca”.  Il sindaco di Montalto Caci ha, quindi, illustrato alla Mussolini l’iniziativa che ha portato a Bruxelles  i reperti di Vulci, in mostra a Villa Giulia e che ha portato, insieme alla Coldiretti, a realizzare anche degli incontri con enti del turismo belgi e dirigenti dell’unione europea. “Abbiamo portato Viterbo e la Tuscia a Bruxelles – ha affermato Caci – utilizzando il canale degli etruschi come volano per farci conoscere all’estero”. Caci ha, quindi, rimarcato l’impegno messo, ma ha anche chiesto alla Mussolini di stare vicino in situazioni come l’ultima assemblea regionale Anci per decidere i 30 delegati all’assemblea nazionale. “Il centro sinistra è arrivato con la lista pronta – ha rimarcato – il centro destra non l’aveva e neanche i vertici nazionali sapevano di questa assemblea. Dovete starci vicino per non farci trovare impreparati”.

Wanda Cherubini