All’ordine del giorno Eucaristia ai divorziati, contraccezione e “matrimoni gay”

Roma, 5 ottobre 2014. Che il tema, “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”, sia drammatico per la Chiesa, il cui immutabile magistero non è più seguito dalla maggioranza degli stessi cattolici, e specialmente da quelli che vivono in nazioni di recente scristianizzazione, nessuno che sia in buona fede può azzardarsi a negarlo.
Ma la vera, insidiosissima mina piazzata da Jorge Mario Bergoglio è un’altra: il modo in cui si è proceduto ed in cui i temi sono stati messi in discussione.
Il Sinodo dei Vescovi fu istituito il 15 settembre 1965 da Papa Paolo VI, del quale è appena cominciato il processo di beatificazione, con la lettera apostolica motu proprio “Apostolica sollicitudo”, con la finalità di mantenere in vita l’esperienza del Concilio Vaticano II, aperto da San Giovanni XXIII e chiuso appunto da lui, suo successore immediato. L’assemblea generale ordinaria dei Vescovi si riunisce abitualmente ogni tre anni, e la prossima scadenza che la vedrà convocata è nel 2015.
Quello che si apre oggi in Vaticano, è, appunto per un tema così urgente e scottante, un Sinodo straordinario, che vede riuniti, per quindici giorni, 253 Vescovi, Presbìteri e fedeli per discutere quello che il settimanale radical-chic L’Espresso del 25 settembre scorso ha definito, tirando la tonaca al “Papa nero”, “IL SESSO SECONDO FRANCESCO”: “il papa convoca un Sinodo per superare antichi tabù della Chiesa. Si profilano un “sì” per la Comunione ai divorziati e un diverso atteggiamento su gay e convivenze. E’ l’avvio di un’altra rivoluzione”, conclude il settimanale di Carlo De Benedetti, “fondato” dall’ormai molto “Reverendo” Eugenio Scalfari. Tutto questo senza che si sia levato un sussurro dal pur attentissimo direttore della Sala Stampa Vaticana, l’altro gesuita Federico Lombardi, mentre Bergoglio volava per Tirana. Eppure si tratta di una copertina-scandalo, cui il settimanale che ha attualmente sede in viale Cristoforo Colombo a Roma non è certo nuovo: in essa infatti campeggia un grande mosaico con il volto di Papa Francesco, apparentemente banale ed innocuo. Lo scandalo comincia quando si vanno ad analizzare le foto delle singole tessere che lo compongono, dove è tutto un frenetico baciarsi e accoppiarsi di uomini con uomini e donne con donne…
Gli interventi in questo Sinodo non verranno pubblicati: la Sala Stampa Vaticana si limiterà ad un briefing quotidiano. Tutto il resto è affidato all’intraprendenza dei singoli giornalisti e a quel che vorranno lasciar trapelare i vari partecipanti nei loro abboccamenti privati.
Parlavamo prima del modo nel quale questo Sinodo è nato, preceduto dal Concistoro Straordinario dei Cardinali del 20 e 21 febbraio scorsi. Anche se in Italia, in seguito ad un braccio di ferro con Bergoglio del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana Angelo Bagnasco, quasi nessuno se n’è accorto, in vista del Sinodo che si apre oggi, la Santa Sede ha diffuso e inviato alle conferenze episcopali di tutto il mondo un maxiquestionario, al quale hanno potuto assurdamente rispondere credenti e non, contenente 39 domande, compresa una a tema libero per eventuali proposte, al fine di capire come le parrocchie cattoliche di tutto il mondo affrontano “obbiettivi sensibili” come la Comunione ai divorziati risposati e addirittura il “matrimonio gay”, passando per l’uso dei contraccettivi artificiali, inequivocabilmente condannati dalla contestatissima, disattesa ed ultima enciclica dello stesso Paolo VI, la“Humanae vitae”, scritta proprio nell’anno della rivoluzione sessuale, il fatidico 1968. Ecco una significativa antologia delle domande contenute nel questionario: “Come viene annunciata a separati e divorziati e risposati la misericordia di Dio?”; “Quali richieste rivolgono queste coppie a proposito dei sacramenti dell’eucaristia e della riconciliazione?”; “Quale è l’atteggiamento delle chiese particolari e locali sia di fronte allo stato civile promotore di unioni civili tra persone dello stesso sesso, sia di fronte alle persone coinvolte in questo tipo di unione?”; “Esistono unioni libere di fatto, senza riconoscimento né religioso né civile? Vi sono dati statistici affidabili?”; “E’ accettata la dottrina morale [sui metodi contraccettivi]? Quali sono gli aspetti problematici che rendono difficoltosa l’accettazione nella grande maggioranza delle coppie?”
Il capo dell’ultima monarchia assoluta giustificata, in quanto Vicario di Cristo, si fa promotore di una deriva plebiscitaria democratica solo in apparenza. Prima di tutto perché dà il diritto di voto a chi non lo possiede, in secondo luogo perché, per quanto ridotta ad un’esigua minoranza, non può essere la Chiesa a seguire un Mondo dominato dall’astuto Satana e dalle sue tentazioni e lusinghe.
Infine perché i giochi sono stati già fatti, essendo tanto Bergoglio, quanto il Cardinale Walter Kasper nella conferenza all’ultimo Concistoro pubblicata nel libro della Queriniana Il Vangelo della famiglia, quanto, ancora, il segretario generale del Sinodo monsignor Lorenzo Baldisseri appartenenti alla squadra che ha già vinto una partita non ancora giocata, quella dei cosiddetti innovatori.
Quanto ai tradizionalisti, che sanno bene che disintegrare anche solo una delle fondamenta della Chiesa Cattolica significa farla crollare, e che la Sacra Scrittura non può essere toccata né manomessa senza commettere un sacrilegio, si sono rifugiati sotto le ali protettrici della casa editrice cattolica di Siena Cantagalli, pubblicando proprio nei giorni scorsi due splendidi saggi che contengono le umili voci di sei coraggiosi e leali cardinali, dai significativi titoli: “Permanere nella Verità di Cristo. Matrimonio e comunione nella Chiesa cattolica” e “Il vangelo della famiglia nel dibattito sinodale oltre la proposta del cardinal Kasper”.
Tutto questo mentre Antonio Socci, rubando paradossalmente il titolo al “quotidiano comunista” il manifesto, nel saggio “Non è Francesco. La Chiesa nella grande tempesta”, appena pubblicato dalla Mondadori, ritiene di aver raccolto elementi sufficienti per invalidare l’ultimo Conclave.
Ce n’è abbastanza, mentre per la prima volta nella storia bimillenaria della Chiesa cattolica all’interno delle mura vaticane convivono due Papi dall’orientamento teologico opposto, per temere uno spaventoso scisma.
Giancarlo De Palo

