Oggi i cittadini meritano di conoscere un pezzetto di verità su quelle innovazioni presentate l’altro ieri dal commissario straordinario della Asl di Viterbo, Macchitella, che abbatterebbero le liste d’attesa, anticipando con il sistema di recall a novembre gli appuntamenti registrati di dicembre e gennaio” . Così Daniele Sabatini, consigliere regionale del Nuovo Centro Destra interviene in merito all’ultima questione sanitaria evidenziata dalla Asl di Viterbo. “Non avendo avuto alcuna risposta neanche al mio invito rivolto a Macchitella di tirare giù la maschera e dire la verità – ha proseguito Sabatini – non posso che informarvi su quanto stia realmente accadendo: la verità è la delibera del commissario straordinario numero 1018 del 6 novembre 2014 con cui la Asl per le prestazioni riguardanti la Tac, la Risonanza Magnetica e le ecografie sta abbandonando il suo ruolo pubblico favorendo l’ingresso di soggetti privati nella struttura. E’ questo qualcosa di grave, ancora più gravi poi sono le modalità con cui tutto ciò viene fatto”. Sabatini precisa che è stata predisposta una convenzione con cui la Asl affida ad un’associazione di promozione sociale gli esami indicati presso alcune strutture del territorio, ovvero il presidio ospedaliero di Acquapendente (per Risonanza Magnetica, Tac, mammografia ed ecografia), il presidio ospedaliero di Belcolle (Risonanza Magnetica, Tac, Mammografia, Ecografia e Medicina nucleare), il presidio di Montefiascone (ecografie), quello di Tarquinia, con le stesse prestazioni erogate da Acquapendente ed il presidio di Civita Castrellana con le medesime prestazioni di Acquapendente e Tarquinia. “La delibera – incalza Sabatini – prevede che gli operatori di questa associazione di promozione sociale (Associazione sviluppo e progresso nel Sistema Sanitario Nazionale, ndr.) andranno ad utilizzare gli spazi ed i macchinari dell’amministrazione pubblica e sarà loro responsabilità fare questi esami diagnostici e dare risposte ai nostri malati. E’ gravissimo che, seppur con la costituzione di un comitato scientifico con a vertice un esponente della Asl, nell’atto stia scritto che i professionisti avranno la piena responsabilità degli esami eseguiti. Quindi, la Asl non avrà più responsabilità di nulla. E’ questo un atto inaccettabile per il territorio e per i suoi malati– sbotta Sabatini – Con la volontà di diminuire le liste d’attesa si sta mettendo in mano la salute a soggetti che avranno pure tutte le qualità, ma non sono pubblici. Quindi, i cittadini che riceveranno con piacere la chiamata di anticipazione della loro prestazione devono sapere che verrà eseguita da un tecnico, radiologo esterno alla Asl. L’aspetto più grave è l’inganno che la Asl sta mettendo in atto nei confronti dei pazienti. L’inganno è aggravato dal fatto che nessuno ha detto alla conferenza stampa indetta dalla Asl che si tratta di un’associazione di promozione sociale che svolgerà queste attività”. Il consigliere regionale evidenzia poi altri due aspetti: i costi e la forma. “Questa associazione di promozione sociale è stata individuata ad personam senza alcun bando pubblico ed è stata già attrice di un progetto dall’esito positivo tenuto presso la Asl del San Camillo Forlanini di Roma – ha puntualizzato Sabatini – Azienda ospedaliera che risulterà familiare ai vertici aziendali della Asl viterbese. Ciò di per sé non vuol dire nulla se hanno operato bene. Ma la forma diventa sostanza nella pubblica amministrazione. Questa associazione è stata scelta per portare avanti un progetto sperimentale di 45 giorni, di cui i primi 15 di preparazione ad un costo di 20 mila euro più Iva, quindi, di 24 mila euro per 30 giorni effettivi di prestazioni erogate con i nostri macchinari e nei nostri ospedali. Definisco, quindi, questa iniziativa grave ed allarmante”. Sabatini si augura, quindi, non da parte della politica (“già troppo coinvolta in questa storia”- dice) , ma dal mondo delle istituzioni e dalla pubblica amministrazione che ci sia una presa di coscienza e che venga interrotta questa “insana” iniziativa. I costi, poi, secondo il consigliere sono destinati ad aumentare perché “senza voler mettere in dubbio la professionalità degli operatori”, queste figure non potranno avere le stesse modalità e forme contrattuali di un medico della Asl.“Il timore è che si faccia anche del precariato – aggiunge Sabatini – con professionisti che si trovano ad operare nelle nostre strutture utilizzando per la prima volta le nostre apparecchiature. Quindi, tutte le certezze del mondo nella redazione di un referto potrebbero anche non esserci e visto che la responsabilità ricade tutta su di loro, potrebbero loro stessi richiedere altri accertamenti. Il mio dubbio è che così facendo lo stesso esame possa essere ripetuto due volte”. Sabatini si domanda, quindi, quale servizio si stia fornendo così ai cittadini. “So soltanto che questa modalità non è adatta alla delicatezza del tema stesso. Per questo auspico che i vertici dell’Azienda e la direzione possano assumersi le loro responsabilità senza porre come scusa il blocco dei turn-over. Potevano fare ad esempio un avviso pubblico per le società che forniscono servizi di questo tipo. Sarebbe stata una soluzione migliore di questa”. Infine, il consigliere regionale informa che questo suo grido d’allarme lo ha già espresso lunedì nel corso del consiglio straordinario regionale per la sanità davanti al presidente Zingaretti, commissario ad acta per la sanità, senza avere avuto però alcuna risposta o rassicurazione da quest’ultimo.
Wanda Cherubini

