news-2Palermo, 16 dic. L`ordine di morte per il pm antimafia Nino Di Matteo arrivò direttamente dal capomafia latitante Matteo Messina Denaro, detto il `fratellone`, la primula rossa per eccellenza. L`uomo più ricercato d`Italia. E il progetto di morte è ancora valido. A confermarlo è  il pentito di mafia Vito Galatolo, che dallo scorso novembre ha deciso di saltare il fosso e raccontare ai magistrati di Palermo i retroscena della mafia palermitana. E` il 22 novembre scorso quando Galatolo rivela, per la prima volta, il progetto di attentato per Di Matteo. “In ordine al progetto di attentato in danno del dottor Di Matteo – racconta Galatolo – posso riferire che il 13 settembre 2012, appena scarcerato, mi venne imposto l’obbligo di presentazione al Commissariato di San Lorenzo a Palermo. Durante questi trasferimenti per raccordarmi con i miei familiari, mio padre mi riferì che Vincenzo Graziano, sottocapo della famiglia dell’Acquasanta, mi doveva parlare. In occasione di questo incontro mi disse che Girolamo Biondino voleva organizzare un incontro urgente. In questa riunione si parlò di una lettera pervenuta nel dicembre 2012 di Matteo Messina Denaro con la quale veniva chiesto di fare un attentato al dottor Di Matteo”. “A questa riunione si arrivò dopo diversi mesi nel corso dei quali cercammo di definire le persone che dovevano partecipare in funzione dei loro ruoli in Cosa Nostra”, aggiunge il collaboratore di giustizia.
Galatolo racconta agli investigatori di avere visto il tritolo destinato al pm Di Matteo: “L`esplosivo, che io vidi personalmente in occasione di una mia presenza a Palermo per dei processi, era conservato in dei locali all`Arenella nella disponibilità di Graziano Vincenzo ed era contenuto in un fusto di lamiera e in un grande contenitore di plastica dura. Sopra questi bidoni vi era una scatola di cartone con all`interno un dispositivo in metallo della grandezza poco più piccola di un panetto. All`interno era composto da tanti panetti di colore marrone avvolti da pezze di tessuto. Ricordo inoltre che all`esterno, la parte bassa del contenitore di plastica blu era umida e con tracce di salsedine. Per tale motivo infatti Graziano mi disse che questo contenitore umido doveva essere sostituito. So che l`esplosivo è stato spostato da Graziano e penso che sia custodito in una sua abitazione con del terreno intorno in località  Monreale”.