Quello compiuto fra il 1915 e il 1917 nell’Impero ottomano ai danni degli armeni è un “genocidio”, Ankara dovrebbe “rispettare i propri impegni sulla tutela del patrimonio culturale”, “aprire i propri archivi e fare i conti col passato” e Turchia e Armenia dovrebbero “normalizzare le proprie relazioni”. Sono alcuni dei passaggi della proposta di risoluzione sul genocidio armeno in discussione domani al Parlamento europeo. Il testo della risoluzione non è ancora definitivo, perché domani mattina i gruppi parlamentari discuteranno le rispettive proposte prima del dibattito e del voto in sessione plenaria, previsti nel pomeriggio.
In particolare il testo dell’Efdd differisce radicalmente dalla bozza comune e sottolinea con durezza le responsabilità della Turchia nel genocidio evocato nella messa di domenica scorsa da papa Francesco. A pochi giorni dalla commemorazione del centenario del genocidio degli armeni, il 24 aprile, l’Europarlamento “rende omaggio alla memoria del milione e mezzo di innocenti vittime armene che morirono sotto l’Impero ottomano e prende parte alla commemorazione del centenario del genocidio armeno in uno spirito europeo di solidarietà e di giustizia”.
Gli eurodeputati nella proposta di risoluzione condannano “ogni crimine contro l’umanità e genocidio e deplorano con forza qualsiasi tentativo di negazione”. Inoltre il Parlamento europeo “invita la Turchia a rispettare e attuare tutti gli obblighi a cui si è impegnata a tutela del patrimonio culturale e, in particolare, a condurre in buona fede un inventario completo del patrimonio culturale armeno, e di altri, distrutto o danneggiato nel secolo scorso”.
Il Parlamento europeo, nella proposta di risoluzione in vista del voto di domani a Bruxelles, “accoglie con favore” le dichiarazioni del presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, e del premier, Ahmet Davutoglu, “in cui si offrono le condoglianze e si riconoscono le atrocità contro gli armeni ottomani”, definendole “un passo nella giusta direzione”.
Gli eurodeputati incoraggiano inoltre “a utilizzare la commemorazione dei cento anni del genocidio armeno come un’importante opportunità per la Turchia di proseguire i propri sforzi, tra cui l’apertura degli archivi” e “fare i conti con il proprio passato, riconoscendo il genocidio armeno e aprendo la strada a una genuina riconciliazione tra i popoli turco e armeno”.
Il Parlamento europeo esorta la Turchia e l’Armenia a “procedere a una normalizzazione delle loro relazioni, ratificando e attuando i protocolli relativi all’instaurazione di relazioni diplomatiche, aprendo i confini e migliorando attivamente le loro relazioni, con particolare riferimento alla cooperazione transfrontaliera e all’integrazione economica”.

