La controversa legge che vieta di parlare di ‘lager polacchi’ o “Campi di sterminio polacchi”, quando ci si riferisce ai lager creati dai nazisti in Polonia, è stata firmata dal presidente polacco Andrzej Duda nella tarda serata di ieri. La conferma è arrivata tramite il suo portavoce. Il presidente aveva, nella giornata di ieri, anticipato la sua decisione di firmare e che intendeva immediatamente dopo sottoporre il provvedimento alla Corte Costituzionale per assicurarsi che non violi la libertà di espressione. Continuano le forti tensioni con Israele.
Il Parlamento polacco vota a favore della legge: quali conseguenze?
1 febbraio – Il Senato della Repubblica di Polonia, ha approvato il disegno di legge fortemente voluto dal partito di governo ‘Diritto e Giustizia’, che vieta di parlare di ‘lager polacchi’ o “Campi di sterminio polacchi”, quando ci si riferisce ai lager creati dai nazisti in Polonia. Vibranti proteste di Israele; per il premier Netanyahu quello polacco è “un tentativo di riscrivere la storia”.
Approvato dal Senato polacco il disegno di legge che vieta di parlare di ‘lager polacchi’. Lo riporta l’agenzia di stampa PAP, ricordando che il provvedimento, approvato dalla Camera bassa la settimana scorsa e che ora dovrà essere firmato dal presidente, aveva sollevato un’ondata di critiche in Israele, al punto da essere definito dal premier Benjamin Netanyahu “un tentativo di riscrivere la storia”.
La legge prevede ammende o pene di reclusione fino a tre anni per chiunque definisca i lager nazisti in Polonia “campi di sterminio polacchi”.
Per il Partito di governo ‘Diritto e Giustizia’, il provvedimento ha il solo scopo di difendere la reputazione del Paese e impedire l’uso di formulazioni non corrette per descrivere la sua storia, ma da molti la legge è vista come strumento utilizzabile per negare casi di complicità da parte polacca in crimini di guerra.
Il provvedimento punisce con pene fino a tre anni di carcere chi addebita i crimini dei nazisti al popolo polacco, una formulazione che rischia di criminalizzare il dibattito storico sui casi complicità di cittadini polacchi nell’uccisione di ebrei.


