La conoscenza del tema della sostenibilità da parte degli italiani è cresciuta dal 7% al 37% negli ultimi 7 anni. E’ quanto indicano i dati Ipsos presentati durante l’evento What’s Next, un percorso di incontri digitali lanciato da Samsung Electronics Italia. Il primo evento (in occasione della Giornata Mondiale della Terra del 22 aprile), in streaming dalla Smart Arena del Samsung District, ha portato al centro del dibattito il tema ‘Sostenibilità: la sfida di domani’.


Come indicano, i dati di Ipsos, durante l’intervento del presidente Nando Pagnoncelli, il 35% della popolazione ha una consapevolezza ancora superficiale del tema, ma emerge con sempre maggiore forza la conoscenza qualificata e il ruolo prioritario degli obiettivi globali di sviluppo sostenibile nelle fasce più giovani della popolazione.

I driver di uno stile di vita sostenibile

Sono tre i driver che, secondo Ipsos, spingono il consumatore verso uno stile di vita sostenibile: il primo è la propensione a rispettare l’ambiente e le persone, che induce i consumatori a essere etici e a migliorare il proprio modo di relazionarsi con il mondo; il secondo è la paura dei cambiamenti climatici, che porta a limitare l’impatto negativo sul pianeta; il terzo, più recente, è la percezione di innovazione ed alta qualità associata ai beni prodotti in modo sostenibile, che guida verso scelte di acquisto più responsabili.

Secondo il Report annuale ‘Earth Day’ di Ipsos, presentato in anteprima a What’s Next e condotto a livello globale, solo il 31% degli intervistati ritiene che il governo del proprio Paese abbia un programma chiaro su come affrontare il cambiamento climatico; il 65% crede che i governi deluderanno i cittadini, se non agiranno per fermare il cambiamento climatico, mentre il 72% reputa che, se gli individui stessi non agiranno per contrastarlo, danneggeranno le generazioni future.

Dai trend emersi, 7 persone su 10 sostengono di aver capito quali siano le azioni da intraprendere per fare la propria parte nell’affrontare il problema ambientale. Tra queste le più rilevanti sono: la riduzione dei consumi domestici di energia, secondo il 54% degli italiani e, a livello mondiale, il riciclo (59%), l’utilizzo di energie rinnovabili (49%) e la sostituzione della propria auto con un modello elettrico o ibrido (41%).

In questo scenario di crescente consapevolezza si inseriscono opinion leader e realtà aziendali come Samsung. Per Massimo Bullo, Head of Division Digital Transformation & MarCom Areas Samsung Electronics Italia, “le persone hanno riacquistato grande sensibilità verso i propri valori e pretendono dai brand il medesimo impegno, questo ci porterà ad assistere al passaggio da brand equity, legata alla reputazione della marca, a social brand equity, correlata al valore sociale della marca stessa. È per questo rilevante che i brand siano in grado di intercettare i nuovi valori per sviluppare con i consumatori una relazione personale, unica, individuale, che abiliti un reciproco riconoscimento che li coinvolga a partecipare attivamente agli obiettivi comuni della sostenibilità e che offra, soprattutto ai Millennials e alla Generazione Z, l’autenticità e credibilità che cercano. Questa unicità sarà la leva per arrivare a tutti, rendendo accessibile l’offerta e democratizzando i brand, aprendo la nuova frontiera dei ‘demos’ brand con cui, grazie anche al digitale, si mette l’innovazione a disposizione del miglioramento della quotidianità di tutti”.

Secondo Daniele Grassi, Vice President Home Appliances Division Samsung Electronics Italia, “nella leadership si gioca il cambiamento: il leader è colui che matura un progetto di futuro strutturato per il bene collettivo, dandosi obiettivi misurabili, agendo in modo sostenibile e stimolando comportamenti virtuosi attraverso l’engagement positivo con il consumatore-sociale. I cambiamenti di paradigma necessari sono tre: è fondamentale passare dalla sostenibilità ‘take-away’ alla sostenibilità rilevante per il consumatore-sociale, dal pensiero individuale a quello collettivo, da normative locali a trans-nazionali. Solo così si innesca una spirale virtuosa per cui sostenibilità e risultato economico possono e devono andare di pari passo, grazie a leader illuminati che mettono la sostenibilità al centro delle decisioni aziendali, alla comunicazione dei valori e ai comportamenti della collettività che a sua volta, scegliendo aziende virtuose, attiva un meccanismo rigenerante di reinvestimenti in prodotti sostenibili e accessibili”.

L’upcycling di Samsung

Nei programmi di Samsung e all’interno del più ampio approccio ‘Going Green’, presentato al Ces quest’anno, ci sono non solo una gestione organizzativa incentrata su questo modello di leadership, ma anche un uso efficiente delle risorse per abbattere gli sprechi, una continua riduzione del consumo energetico dei propri prodotti e dell’utilizzo di risorse scarse e inquinanti nell’intero dei processi produttivi. Nell’ultimo anno sono stati introdotti nuovi concetti creativi di riuso applicati, ad esempio, ai materiali di imballaggio della line up Tv. Grazie al progetto di upcycling di Samsung, infatti, possono essere realizzate una serie di soluzioni innovative per la casa, sia decorative che funzionali, riciclando gli imballaggi in cartone ecologico dei Tv.

Il programma Galaxy Upcycling at Home, poi, si prefigge di ridurre l’impatto dei rifiuti elettronici offrendo la possibilità di riconvertire gli smartphone Galaxy a fine del loro ciclo di utilizzo in device utili per la casa intelligente, dando nuova vita ai vecchi smartphone Galaxy e tramutandoli in una varietà di dispositivi IoT (Internet of Things) attraverso un semplice aggiornamento software. Si possono, ad esempio, facilmente trasformare i vecchi smartphone Galaxy in baby monitor, in soluzioni per la cura degli animali domestici, in sensori per gestire il livello di luminosità o l’accensione e spegnimento delle luci.

Il progetto di upcycling ha avvicinato Samsung e Green Pea, il primo Green Retail Park al mondo, l’Eataly delle cose fondato da Oscar Farinetti. “Dobbiamo entrare in scena e agire – spiega Oscar Farinetti, Fondatore di Eataly e Green Pea – viviamo in un modello sociale che si chiama società dei consumi e quindi, dipende da come consumiamo se riusciremo a salvare questo pianeta. Tra le azioni da fare, la prima è crederci veramente, la seconda è studiare, informarsi e cambiare il modo di consumare e di creare energia, la terza è riforestare e piantare alberi. Lo spirito che dovremmo avere non deve fermarsi al senso del dovere, ma puntare al concetto del piacere. Proprio come il motto di Green Pea: ‘From Duty to Beauty’ ovvero spostare il valore del rispetto dal senso del dovere a quello del piacere”.

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