Quarantena covid, si valuta di ridurre i tempi. Le regole attuali prevedono una durata che va dai 7 ai 10 giorni (a seconda dello stato vaccinale) anche per quei soggetti che hanno ricevuto la terza dose: l’ipotesi in campo è quella di ridurla per chi ha fatto la booster. Dopo le parole del generale Figliuolo nella mattinata di ieri, il quale ha ammesso che le regole sulla quarantena covid sono oggetto di una riflessione, il governo ha convocato sul tema il Comitato tecnico scientifico (Cts) per domani, mercoledì 29 dicembre.

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Gli Usa hanno già ridotto l’isolamento da 10 a 5 giorni per i positivi al covid asintomatici che dovranno osservare l’obbligo di mascherina per altri 5 giorni. Ridotto a 5 giorni anche il periodo di quarantena per soggetti vaccinati che siano entrati in contatto con un positivo. Si profila invece l’assenza di quarantena per chi, dopo aver ricevuto la dose booster, sia entrato in contatto con un soggetto positivo al covid.

Quarantena covid, come funziona ora in Italia

Ora come ora i contatti stretti di un caso confermato, dopo aver allertato il proprio medico, possono rientrare in comunità dopo un periodo di quarantena della durata di almeno 7 o 10 giorni (a seconda dello stato vaccinale) dall’ultima esposizione al caso, al termine del quale risulti eseguito un test antigenico o molecolare con risultato negativo. Al termine del periodo di quarantena la persona potrà rientrare al lavoro e il periodo di assenza potrà essere coperto dal certificato medico. Al rientro la persona dovrà contattare il medico competente della sua azienda per ulteriori informazioni.

Nel caso in cui si venga identificati come ‘contatto stretto’ di caso confermato, nessun test con esito negativo permette di essere esonerati dal sottoporsi a un periodo di quarantena della durata di almeno 7 o 10 giorni (a seconda dello stato vaccinale) dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo si legge nel Faq del ministero della Salute.

Per ‘contatto stretto’ (esposizione ad alto rischio) di un caso probabile o confermato si intende una persona che vive nella stessa casa di un caso covid; una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso covid; una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso covid (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati); una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti; una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso in assenza di protezione (mascherine) idonei; un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta a un positivo oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso covid senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei; una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso covid; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

Vaccino covid, terza dose per quasi il 57% della popolazione

Intanto corre la somministrazione del vaccino covid. E’ di 108.948.819 il totale delle somministrazioni di vaccini in Italia, secondo l’ultimo dato aggiornato diffuso dal governo. In particolare, ad aver completato il ciclo vaccinale sono 46.263.212 di persone, pari all’85,66% della popolazione over-12, mentre l’88,82% di italiani over-12 ha ricevuto almeno una dose. Il 56,97% degli italiani ha effettuato la ‘terza dose’, pari a 17.662.472 persone, il totale dei guariti (da al massimo 6 mesi) è di 392.350, pari allo 0,73% degli over-12. Nella fascia 5-11 anni, infine, il 5,33% ha ricevuto almeno una dose, pari a 194.995 unità.

Quarantena ridotta, cosa ne pensano gli esperti

Sulla necessità di cambiare le regole della quarantena si sono espressi a favore diversi esperti. “E’ chiaro che in questa fase e con questa diffusività di Omicron dobbiamo considerare delle variazioni sulle modalità con cui interveniamo, altrimenti si va comunque verso un lockdown generalizzato vedendo quante persone oggi vaccinate, ma con figli giovani, sono costrette a casa in quarantena per contatti con positivi. Le indicazioni precedenti andavano bene con una contagiosità diversa, ora dobbiamo pensare a modalità differenti”, sottolinea all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell’Università Statale di Milano.

“Il rischio è di vedere tra 20 giorni l’Italia bloccata per le quarantene e gli isolamenti”, dice all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all’ospedale Policlinico San Martino di Genova. “Le mie proposte – precisa – sono da infettivologo e guardano a quello che accadrà tra qualche settimana. Se decidiamo di mettere in quarantena come stiamo facendo tutti i contatti dei positivi, considerando una media tra i 5 e i 10 contatti per ogni positivo (tra parenti e contatti sul posto di lavoro), il rischio è di avere un milione di persone al giorno tra positivi e chi deve andare in isolamento perché in contatto – calcola Bassetti – In pochi giorni arriveremo a 10 milioni di persone in quarantena, possiamo permettercelo? Io direi di no. Serve mettere in isolamento così tante persone per dei positivi che nel caso dei vaccinati hanno al massimo un’influenza? Dobbiamo iniziare a cambiare il nostro modo di affrontare il Covid sulla base del fatto che per i vaccinati la malattia è diversa ed è attenuata”.

“Oggi”, con Omicron che corre e i contagi Covid che si moltiplicano, “avere in quarantena tutti i contatti” delle persone positive “significa veramente chiudere la società e il mondo lavorativo. Non credo che possiamo permettercelo”, ammonisce la microbiologa Maria Rita Gismondo, convinta che sia “necessario rivedere i protocolli come stanno facendo per esempio in Sudafrica”. E’ tanto più necessario anche pensando che, a un anno dalla prima vaccinazione nel V-Day del 27 dicembre 2020, “la situazione attuale è assolutamente diversa da quella che abbiamo vissuto negli ultimi 2 anni”, sottolinea all’Adnkronos Salute la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano. “Peraltro – aggiunge – finalmente il virus si sta mostrando sempre più in una patologia molto attenuata, se non addirittura asintomatica”.

(AdnKronos)

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