Domenica è stato sventato il sequestro del mercantile italiano `Valle di Castiglia` attaccato dai pirati somali mentre era in navigazione nel Golfo di Aden.
Il cargo battente bandiera italiana era in navigazione dall`Oman verso il canale di Suez quando da un barchino, avvicinatosi alla nave, sono stati sparati contro alcuni colpi di armi automatiche a scopo intimidatorio. Prontamente il comandante della `Valle di Castiglia`, dopo aver lanciato l`allarme raccolto dalla nave della Marina Militare italiana `Etna`, ha adottato tutte le manovre evasive utili per sfuggire all`assalto dei pirati somali riuscendo a portare in salvo la nave. Utilissimi si sono rivelati anche i suggerimenti che dall`unità da guerra italiana, che fa parte della forza navale europea anti pirateria, `Atalanta`, comandata dal Contrammiraglio italiano Giovanni Gumiero, sono giunti al comandante del cargo. Nel frattempo la fregata inglese `Chatam`, che opera nell`ambito della missione antipirateria della NATO e il cacciatorpdiniere americano `Forrest Sherman`, inserito invece, nella coalizione multinazionale in pattugliamento del Golfo di Aden, si sono dirette a tutta forza sul posto.
Il loro pronto intervento ha permesso di chiudere ogni via di fuga all`imbarcazione pirata che è stata bloccata e i 4 pirati somali che vi erano a bordo sono stati arrestati. A parte il forte spavento la nave italiana `Valle di Castiglia` ha registrato solo danni materiali e nessun ferito a bordo. Poteva ripetersi per l`Italia l`incubo che per quattro mesi ha tenuto sotto scacco la nostra diplomazia, quando l`11 aprile del 2009, il nostro rimorchiatore Buccaneer finì nelle mani dei pirati, tenuto in ostaggio per ben 4 mesi.
Questo non è stato che uno degli episodi che hanno caratterizzato questo fine settimana appena trascorso. Un fine settimana che sarà di certo ricordato come il più triste nella storia della lotta al fenomeno della pirateria marittima nel mare al largo della Somalia. I pirati somali hanno messo a segno diversi colpi catturando in un sol giorno una decina di imbarcazioni. Questo, nonostante gli enormi sforzi condotti nel contrasto del fenomeno da parte della comunità internazionale. Sabato, in quello che è da ritenersi uno dei colpi più spettacolari mai messi a segno finora dai predoni del mare, i pirati si sono impossessati di 8 navi Dhow, barche a vela d`altura utilizzate come mezzi di trasporto fra le coste africane e quelle della penisola arabica.
Catturati anche gli equipaggi, oltre 120 marinai indiani. Gran parte di questi marittimi provenivano da Saurashtra e da Kutch, nel Gujarat in India. Per ora non si conosce ne dove siano state portate le imbarcazioni catturate ne è stato ancora chiesto un riscatto. Si conosce solo che 4 di queste navi avevano la stiva piena ed erano salpate alla volta di Dubai. Si tratta della `Al Qadri`, `Al Ejaz`, `Faiz-e-Osmani` e `MSV`.
L`arrembaggio è avvenuto appena le 8 navi sono uscite dal porto somalo di Chisimayo. All`inseguimento dei pirati somali si sono lanciate immediatamente unità navali da guerra della Marina militare indiana e del Kenya. Sebbene siano riuscite a stabilire un contatto con due delle navi catturate, le navi da guerra anti pirateria non sono potute intervenire per non mettere a rischio la vita degli ostaggi. Nel frattempo è stata intensificata la sorveglianza nel Golfo di Aden. A cadere nella rete dei pirati somali è toccato anche alla motonave `Gull`, battente bandiera del Ghana. Il cargo è stato catturato, sempre sabato scorso, al largo delle coste del Camerun. Insieme alla nave catturati anche il capitano e un marinaio. L`assalto si è verificato nei pressi della penisola di Bakassi. Non è ancora ben chiaro se l`episodio sia da collegare al fenomeno della pirateria in atto al largo della Somalia o sia un semplice caso di banditismo messo a segno da una delle tante bande ribelli che operano nell`area che per anni è stata al centro di un conflitto tra Nigeria e Camerun.
Dal 2008 è territorio camerunese, ma ci sono ancora gruppi ribelli che chiedono la secessione dal Camerun.
Sempre nel fine settimana `la Topaz`, una motovedetta della Marina Militare delle Seychelles, è stata attaccata dai pirati somali nell`Oceano Indiano. L`unità navale, che è l`unica operativa di cui dispongono le autorità delle Seychelles, ha respinto l`assalto affondando 2 imbarcazioni pirate. Una terza invece, si è data alla fuga. Si è trattato di un vero e proprio agguato condotto da una nave madre pirata e da 2 barchini veloci. L`attacco potrebbe essere riconducibile al fatto che `la Topaz`, dopo aver liberato 27 ostaggi in mano ai pirati somali, si stava dirigendo verso la base di Port Victoria per sbarcarvi gli ostaggi liberati. Evidentemente i pirati somali non avevano accettato il fatto di aver perso una fonte di guadagno certo. Per la liberazione degli ostaggi infatti, i moderni filibustieri chiedono sempre un riscatto e non li liberano fin quando non è pagato.
Ferdinando Pelliccia