Ritornano in mente le vicissitudini del rimorchiatore Buccaneer, sequestrato proprio in questo periodo di aprile dell’anno passato dai pirati somali e sequestrato, insieme ai suoi 16 uomini di equipaggio, per 4 mesi. Adesso, secondo il sito di notizie online Garowe, ci sarebbe un peschereccio italiano nelle mani dei pirati somali.
Il garoweonline nella pagina dedicata alla Somalia titolava ieri: Somalia: `Puntland deploys forces to fight pirates in coastal town`.
Nell`articolo si legge che il governo del Puntland ha inviato un contingente militare nella città costiera di Bargal, a circa 400 km da Bossaso, per cercare di intercettare e sbarrare la strada ai pirati somali che trattengono una nave italiana (qui l`articolo di GaroweOnline).
La notizia ha trovato immediata eco sulla rete ed è stata ripresa da numerosi altri siti come il prestigioso `Minacce Critical Project`, CTP, http://www.criticalthreats.org/ che fornisce ai suoi utenti e ai politici un monitoraggio completo del continente africano. Stamani nella pagina dedicata alla Somalia e in particolare al Golfo di Aden, con sottotitolo: `Horn of Africa Security Brief` riportava la notizia diffusa dal garoweonline. Tra gli altri anche i siti web http://allafrica.com/ e http://www.africacomments.org/.
Quanto sia attendibile questa fonte non è ancora dato saperlo; si attende in merito a questa notizia una comunicazione ufficiale della Farnesina, volta a smentire o eventualmente a confermare tale tesi di Garowe Online.
Dunque a 2 giorni dall`anniversario della cattura del rimorchiatore italiano `Buccaneer`, avvenuta l`11 aprile 2009 nel Golfo di Aden, torna a farsi sentire la paura e l`ansia per un possibile sequestro di un`imbarcazione italiana e del suo equipaggio da parte dei pirati somali.
L`episodio del Buccaneer si prolungò per 4 mesi nel corso dei quali, sia la nave sia il suo equipaggio di 16 marittimi, di cui 10 italiani, 5 rumeni e un croato, rimasero in balia degli umori dei pirati. Per il loro rilascio la gang del mare che li tratteneva chiese al governo italiano un riscatto, come sempre accade in casi di pirateria marittima. Tentativi di mediazione vennero attivati da più parti. La vicenda mise in luce la poca capacità e la scarsa influenza della nostra diplomazia nella zona calda della Somalia, tanto è vero che non si giunse, in breve termine, al rilascio degli uomini e della nave. Alla fine, secondo quanto dichiarato e confermato più volte dal ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, al rilascio del Buccaneer e del suo equipaggio, avvenuto il 9 agosto scorso, si è giunti senza il pagamento di alcun riscatto. Un particolare questo che ha scatenato non poche perplessità. Questo perché tutti i governi coinvolti in un sequestro di una nave da parte dei pirati somali, hanno sempre pagato la cifra richiesta. E` questo infatti, lo scopo unico dei predoni del mare che si dedicano a questa attività criminale che gli ha fruttato lo scorso anno oltre 90 milioni di dollari come proventi dai riscatti pagati.
Ferdinando Pelliccia

