
Quasi a voler ‘convalidare’ l’allerta lanciata in questi giorni nel Golfo di Aden. Lo scorso mercoledì è stato registrato nelle sue acque un presunto assalto pirata alla petroliera ‘BRILLANTE VIRTUOSO’. Si tratta di una nave cisterna di proprietà della compagnia ‘Suez Fortune Investiments Ltd, ma gestita da una compagnia greca, la Central Mare Inc. Piraeus con sede ad Atene e battente bandiera della Liberia. La nave era carica di olio combustibile greggio proveniente da Kerch in Ucraina e diretta a Qingdao in Cina. La nave cisterna, che era transitata per il canale di Suez, viaggiava verso Est nel Golfo di Aden quando sarebbe stata attaccata a colpi di RPG da un gruppo di sette pirati somali ad appena 20 miglia marine dal porto yemenita di Aden. A bordo della nave si trovavano 26 membri di equipaggio, di cui 23 di nazionalità filippina, rimasti tutti incolumi anche se a bordo si è sviluppato un principio di incendio che li ha costretti ad abbandonare la petroliera a bordo di una scialuppa di salvataggio. Per fortuna poi, l’incendio è stato domato e la nave è stata traianta, sana e salva, al vicino porto yemenita di Aden da due rimorchiatori partiti dallo stesso porto. In soccorso della ‘BRILLANTE VIRTUOSO’ è accorsa anche una nave da guerra della Marina Militare statunitense, la ‘USS PHILIPPINE SEA’ che fa parte della task force navale multinazionale anti pirateria, Combined 150, CTF 150, a guida USA, che ha preso a bordo i marittimi della petroliera. L’episodio non ha per ora trovato riscontri che confermino che si sia trattato effettivamente di un fatto di pirateria marittima. Nemmeno la nave da guerra da guerra statunitense, giunta in poco tempo sul posto una volta scattato l’allarme, non ha trovato tracce di pirati somali. Nemmeno dalla UE NAVFOR, che pattuglia costantemente quelle acque, ha confermato l’episodio come collegabile al fenomeno della pirateria marittima. Se però, dovesse giungere una conferma in questo caso vorrebbe dire che per la prima volta, nel corso di un attacco pirata, una nave ha subito danni ingenti e addirittura si sia sviluppa un principio di incendio a bordo a seguito dei colpi subiti. La nave trasportava un milione di barili di olio combustibile greggio e se fosse affondata avrebbe causato un disastro ambientale di dimensioni epocali. Però, in caso contrario vorrebbe dire che, in mala fede, qualcuno non ha detto la verità in merito all’incidente. Un episodio questo, su cui restano per ora, aperte tante incognite e inspiegabili le ragioni di un eventuale mentire in merito. La dinamica dell’incidente potrebbe portare a credere che per ricevere un’assistenza più rapida sia stato lanciato un falso allarme attacco pirata. Però, questo non si può dire con certezza. Comunque sia, da più parti si chiede che venga fatta luce sull’intera vicenda. Soprattutto per scongiurare che incidenti simili possano ancora verificarsi.

