Anche Crescenzo Guardascione, il terzo Ufficiale della petroliera italiana `Savina Caylyn`, sequestrata dai pirati somali, ‘festeggia’ il suo compleanno. Oggi il marittimo campano compie 40 anni. Prima di lui aveva ‘festeggiato’ il suo 30esimo compleanno, lo scorso 30 aprile, Eugenio Bon primo ufficiale di bordo della petroliera e di origine triestina. Al marittimo italiano sono andati gli auguri dei familiari a cui si sono uniti quelli del coordinamento spontaneo di cittadini di Procida ‘Liberi Subito’. Si tratta di un movimento che punta a tenere accesi i riflettori sulla drammatica situazione che stanno vivendo gli equipaggi della petroliera italiana ‘Savina Caylyn’ e della MV italiana ‘Rosalia D`Amato’ ostaggi dei pirati somali da mesi. In tutto sono 43 marittimi: 17 indiani, 15 filippini e 11 italiani. “Speravamo di riuscire a riaverti qui per il tuo compleanno. Purtroppo gli eventi non lo hanno permesso. Stringi i denti Enzo, il nostro pensiero fisso oramai sei tu! Sappiamo che la fatica e` tanta, ma speriamo che il traguardo sia ormai vicino”. è questo il contento del messaggio augurale che la famiglia Guardascione ha rivolto al proprio familiare prigioniero in Somalia. Un compleanno che ha il sapore dell’amarezza condita con la rabbia. Eugenio Bon, Crescenzo Guardascione e l`allievo di coperta Gianmaria Cesaro, anche lui campano, sono stati sbarcati da tempo, dai pirati somali, a terra ed ora sono tenuti nascosti in qualche caverna o casa dell’entroterra somalo. Un’esperienza la loro che è stata già vissuta dai coniugi inglesi Chandler e da due marittimi spagnoli del ‘Vega FV 5’, Juan Alfonso Rey Echeverry e Jose Alfonso Garcia Barreiro che ora sono tornati sani e salvi a casa. Addirittura i due spagnoli hanno vissuto per un breve periodo della loro prigionia a bordo della Savina Caylyn condividendola con il suo equipaggio e chissà che non potrebbero raccontare qualcosa ai loro familiari per rincuorarli. L’essere stati trasferiti a terra è un’’esperienza’ che ora è vissuta anche dalla famiglia svedese dei Johansen dello Yacht ING e dalla coppia di sudafricani dello Yacht ‘Chozil’ che sono prigionieri in Somalia come tutti i marittimi delle navi catturate. L’essere trasferiti a terra non vuol dire che è una cattiva cosa. Anzi a volte il vitto è migliore in quanto gli ostaggi vengono affidati alla custodia di una famiglia che dietro compenso si prende ‘cura’ di loro condividendo soprattutto cibo e acqua. Ovviamente il tutto sotto gli occhi vigili di un paio di pirati somali, in genere ragazzini di non più che quindicenni, incapaci di arrembare una nave, ma di certo validi guardiani e vedette. Quest’ultimo aspetto ossia il fenomeno dei pirati bambini è stato denunciato da tempo dall’ONU. Nel frattempo, oggi la moglie e la sorella di Giuseppe Lubrano Lavadera, comandante della Savina Caylyn, sono state ricevute dall`Unità di crisi alla Farnesina. I familiari hanno ricevuto assicurazioni in merito alla vicenda ed è trapelato che è stato ordinato alla nave da guerra ‘Andrea Doria’ di lasciare l’area dove è alla fonda la Savina. Sfuma in questo modo anche l’ipotesi di un possibile, quanto pericoloso, Blitz militare mostrato come possibile nei giorni scorsi. Oggi poi, in una nota a firma del presidente del Consiglio provinciale di Napoli, Luigi Rispoli si legge: `Sono vicino alle famiglie dei marinai sequestrati e a tutti i cittadini che scenderanno di nuovo in piazza, il 20 agosto, con corteo-fiaccolata sull`isola di Procida. Anche a nome del consiglio provinciale chiedo il massimo impegno di tutte le istituzioni locali e nazionali per giungere al piu` presto alla liberazione dei marinai sequestrati l`8 febbraio scorso e tuttora trattenuti in durissime condizioni di prigionia”. Di fatto il comitato ‘Liberi Subito’ ha incassato un altro importante segno di solidarietà. Questa volta, dopo quello del capo dello Stato, viene da una delle più importanti rappresentanze istituzionali campane.
Ferdinando Pelliccia

