Stamani la squadra mobile della Questura di Napoli ha eseguito 14 arresti su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della  Repubblica. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state autorizzate dal gip del tribunale di Napoli.

L’accusa agli indagati è di associazione per delinquere di stampo camorristico finalizzata al traffico di droga, detenzione e spaccio di stupefacenti.

Le indagini si sono avvalse delle dichiarazioni di  9 collaboratori di giustizia. Tutti ex boss che dopo la faida del 2006 temevano per la loro vita ed hanno deciso di collaborare con lo Stato.

Importanti anche le intercettazioni che hanno consentito agli investigatori di ricostruire il ruolo del clan nel traffico di hashish da Spagna e Marocco.

In Spagna, dove veniva stoccata la droga prima del trasferimento in Italia, è stato arrestato un  cittadino del Marocco, Karim Ikdouden che risiedeva stabilmente nel Paese iberico.

Il referente della cosca in Spagna era Angelo D’Alterio fedelissimo del clan Polverino, raggiunto dall’ordinanza di oggi in galera  dove già si trovava dopo che era stato arrestato sulla Costa del Sol qualche mese fa.

Le indagini hanno consentito di sequestrare preventivamente ai fini della confisca beni mobili ed immobili, agli uomini del clan quote societarie, auto, moto e conti correnti per diversi milioni di euro.

Sequestrati anche più di 50 chili di hashish. La droga era già divisa in panetti, ognuno dei quali recante il fregio del clan cui la ‘merce’ era destinata.

Il clan Polverino di Marano aveva il logo della casa automobilistica “Renault”, mentre gli scissionisti di Secondigliano lo scorpione, segno zodiacale del capoclan Raffaele Amato.

L’operazione era programmata da tempo, ma riveste importanza in quanto ha interessato esponenti  del clan degli ‘scissionisti’ che da qualche settimana sono tornati protagonisti forse di una nuova faida interna. Per la precisione si tratta di persone che gravitano nell’ambito del clan scissionista, i Polverino e gli Amato Pagano  entrambi attivi nell’importazione direttamente dal Marocco, attraverso canali spagnoli,
e poi della distribuzione di hashish nell’area nord di Napoli.

Gli arrestati non sono però legati ai recenti fatti di sangue a Secondigliano, Scampia e nell’ area nord di Napoli, che hanno fatto temere una ripresa della  cosidetta faida di Scampia.

In poco più di una settimane infatti, si sono registrati almeno 5 agguati con altrettanti morti. Fatti che rievocherebbero nelle menti un periodo particolare per Napoli quando a Scampia si sparava tutti i giorni e che farebbero dunque pensare che sia riesplosa la faida all’interno nella cosca degli scissionisti. Per alcuni però, quella in corso è solo la conseguenza di una frizione per riorganizzare il clan Amato-Pagano e non una faida interna. Tra i sostenitori di questa seconda teoria il procuratore aggiunto di Napoli, Alessandro Pennasilico, che regge la Procura dopo il pensionamento di Giovandomenico Lepore.  Per il magistrato quello in corso è solo la conseguenza a una serie di arresti eccellenti che sono stati messi a segno di recente.