Marco Federico sul sito  Servizisegreti.com pubblica una notizia inedita e inquietante. Sarebbe stata scoperta, infatti, una cellula terroristica dal “Dna italiano”. Provengono da diverse parti d’Italia, i dodici jihadisti di casa nostra che si preparavano per compiere il fatidico “gesto estremo”. Per adesso è finito in manette solo Andrea Campione di Pesaro, un operaio che pare fosse il promotore dell’operazione  “Niriva”, proprio come il nickname che utilizzava in rete per comunicare con gli altri proseliti.

E’ allarmante constatare che “gli aspiranti martiri” provengono da varie parti del Paese e ricoprono diverse professioni: dall’impiegato, all’insegnante, al disoccupato… Ma cosa spinge un cittadino italiano a convertirsi all’estremismo islamico, sostenendo la causa jihadista?