Una vera sfilata militare quella riproposta nella Certosa e Museo di San Martino, aNapoli, a conclusione delle celebrazioni per i 150 dell’Unità d’Italia. Una inedita sfilata di soldatini dell’Esercito italiano del 1860-1870: bersaglieri con la fanfara, artiglieri a cavallo, cavalleria in alta uniforme, una minuziosa ricostruzione di un intero esercito di carta in miniatura. Gli acquerelli furono eseguiti, a metà Ottocento, da Emanuele e Filippo Emilio Gin, padre e figlio, appartenenti ad una famiglia di origine francese, i Gin de Grenville, trasferitasi a Napoli ai primi dell’Ottocento, acquerellisti animati da un’autentica e comune passione per il costume e le uniformi dell’epoca. La serie di acquerelli – esposti per la prima volta al Museo – e’ parte di una raccolta di oltre duemila ‘figure’ -acquistate nel 1923 per la somma, allora considerevole, di 13.000 lire- che arricchi’ ulteriormente le collezioni del Museo di San Martino. L’esercito piemontese che irrompe nel Regno delle Due Sicilie nel 1860, comandato dal generale Enrico Cialdini, e’ composta da circa 500 piccoli acquerelli sagomati: bersaglieri, lancieri e corazzieri a cavallo e le temute batterie Voloire, lo storico Reggimento piemontese di artiglieria che distrusse la cittadella di Gaeta. I soldatini erano destinati ai giovani principi della Corte e stupiscono agli studiosi del costume militare per la raffinata tecnica miniaturistica e per la dovizia dei particolari che contraddistingue le divise dei vari corpi armati.