“In un momento di grave crisi economica e sociale quale quello che stiamo attraversando anche nella nostra Isola, e nonostante i tagli generalizzati cui sono sottoposte le istituzioni sul fronte dell’assistenza sociale – sottolinea l’assessore – queste risorse sono sicuramente un aiuto prezioso che consentono di garantire dei sussidi ai meno abbienti e di erogare contributi per abbattere, ad esempio, i costi di bollette, affitto, servizi educativi per i bambini. Trenta milioni sono una somma non trascurabile, ben superiore, tra l’altro, a quella stanziata da altre Regioni anche più popolose della Sardegna”.
I FONDI AI COMUNI. Lo stanziamento è previsto dalla legge Finanziaria 2012, con le modalità di erogazione ai Comuni della Sardegna già stabilite con il Bilancio del 2009. In particolare, il 35 per cento del finanziamento viene ripartito in parti uguali; un altro 35 per cento sulla base del numero degli abitanti residenti (Istat 2011) e l’ultimo 30 per cento sulla base del numero dei disoccupati in ogni territorio comunale.
I TIPI DI INTERVENTO. Il finanziamento regionale servirà a erogare tre tipi di intervento: concessione di sussidi (massimo 350 euro per non più di 12 mesi) a favore di persone e famiglie in condizioni di accertata povertà; contributi (massimo 500 euro mensili), per l’abbattimento dei costi dei servizi essenziali (affitto casa, imposta sui rifiuti, bollette di gas, energia elettrica e acqua, servizi educativi per i bambini)da concedere a persone o famiglie con reddito pari alla soglia di povertà calcolata secondo il modello Isee (Indicatore della situazione economica equivalente; concessione di sussidi, per un massimo di 800 € mensili, per lo svolgimento del servizio civico comunale.

