Giovedì 28 Giugno 2012, alle 17,30, presso la libreria La forma del libro in via XX Settembre 63 a Padova, saranno Carmine Castoro autore del libro “Maria De Filippi ti odio” e Gabriele Paradisi autore del libro “Cittadino Giornalista” a raccontarvi le loro esperienze nel mondo dell’informazione e a presentarvi i libri che hanno destato tanto clamore.
“Maria De Filippi ti odio”
di Carmine Castoro
Il Dolore, la Fama, il Talento, l’Amore, l’Amicizia, sono alcuni dei valori su cui Maria De Filippi ha fondato il successo di trasmissioni come “C’è Posta per te” “Amici,” “Uomini e Donne”, “Italia’s Got Talent”. Ma su quale principio di “realtà” si fondano? A quale modello di individuo parlano? Quali effetti provocano su un pubblico anagraficamente sempre più trasversale? Nessun pregiudizio personale, meschinità o moralismo contro la carriera e i format della famosa conduttrice. Maria De Filippi ti odio (Caratteri Mobili, euro 15) di Carmine Castoro è il tentativo di scardinare, con il grimaldello della filosofia, la grammatica di certi programmi di grande audience, visti come epicentro di un immaginario televisivo ormai anacronistico, devastante, da sostituire con un nuovo modo «ecologico» di pensare l’uso e l’impatto dei media sulle nostre vite già fin troppo spettacolarizzate.
Carmine Castoro, giornalista professionista, è stato collaboratore e inviato per quotidiani e magazine nazionali e come autore televisivo ha firmato numerosi programmi per il palinsesto notturno della RAI e per canali Sky. Studioso ed esperto di “fenomeni estremi”, ha dedicato molti reportage a: trasgressione, prostituzione, manicomi, droga, malasanità, psicosette, devianze giovanili, pedofilia, logica della comunicazione televisiva. È inoltre autore delle monografie Roma erotica (Castelvecchi, 1997) e Crash Tv. Filosofia dell’odio televisivo (Coniglio 2009). Attualmente si occupa di filosofia e media per quotidiani nazionali e per il quotidiano BonVivre di LiberoReporter.
Cittadino Giornalista
dii Gabriele Paradisi
Cittadino Giornalista
Trucchi, falsi, manipolazioni del giornalismo italiano e i segreti della Repubblica (2009-2011)
Dalla prefazione di Paolo Guzzanti
si legge «Gabriele Paradisi è stato contaminato dalla verità ed è diventato un cacciatore solitario. Abbiamo la stessa malattia e pochi la sanno apprezzare. Ci incontrammo sulle pagine del mio blog Rivoluzione italiana molti anni fa – ormai – ed eravamo su posizioni antitetiche o antagoniste: lui uno stereotipo di sinistra ed io nei panni, non desiderati, di un ideologo considerato di destra perché anticomunista e dunque diventato un paria. Gabriele è un uomo di perfetta onestà intellettuale e non è dunque “diventato” nulla: ha soltanto seguito le tracce dell’orso fino alla sua tana e ha acceso un fuoco che emana bagliori nella notte in cui tutte le ombre e tutti i misteri sembrano uguali. Quante volte avrete sentito dire che i misteri d’Italia costituiscono una massa di pece nera e indistinguibile? Gabriele, bolognese e di sinistra, partito dalle questioni sollevate dalla Commissione Mitrokhin da me presieduta dal 2002 al 2006, arrivò a formulare dubbi sulla verità di Stato imposta sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980, che consiste nell’aver sigillato, col coperchio della “strage fascista”, un groviglio di tutt’altra natura, nascosto con una operazione di “cover up” del Sismi. Questo libro è un sentiero disseminato dalle tracce che Gabriele ha messo in luce con un gruppo di lavoro eccezionale per puntiglio, competenza e determinazione. Il valore di questo lavoro è immenso perché mostra e dimostra che non esiste sistema in grado di garantire il totale insabbiamento della verità, che lascia sempre dietro di sé elementi visibili.»
Gabriele Paradisi
Ingegnere, imprenditore, giornalista e saggista. Nel 2005 ha creato il blog Cieli Limpidi (www.cielilimpidi.com), dove furono sviluppate ricerche sul terrorismo e le stragi. Quel blog, nel 2011, si è trasformato nel portale tematico Segreti di Stato (www.segretidistato.it) del periodico LiberoReporter, di cui è ideatore, curatore e redattore. Ha pubblicato il libro Periodista, di la verdad! Controinchiesta sulla Commissione Mitrokhin, il caso Litvinenko e la repubblica della disinformazione, (Giraldi Editore 2008); un saggio sui comunicati delle Brigate rosse durante il sequestro Moro nel volume collettaneo Le vene aperte del delitto Moro, a cura di Salvatore Sechi (Pagliai editore 2009), e il libro Dossier strage di Bologna. La pista segreta (Giraldi Editore 2010), scritto con Gian Paolo Pelizzaro e François de Quengo de Tonquédec. Dal dicembre 2009 cura la rubrica WatchDog sul periodico LiberoReporter.

