La Banca Centrale Europea approva la linea del presidente Draghi, e acquisterà senza limitazioni sul mercato secondario titoli pubblici fino a una scadenza di tre anni, per calmierare le quotazioni e ridurre la differenza dei rendimenti tra un paese e l’altro. Insomma, il cosiddetto “scudo anti-spread”è ora pronto. Decisione quasi unanime: in seno alla BCE c’è stata solo una voce contraria. “Lascio a voi individuare quale” ha maliziosamente commentato Mario Draghi, quando sono ben note le perplessità della Germania e in particolare della sua banca centrale, la Bundesbank, verso operazioni di questo tipo. Mentre ,sulla base delle decisioni prese in giugno a Bruxelles, il governo Merkel si è sempre mostrato più aperto e duttile.
La Germania è in piena campagna elettorale, e in molti casi gli interventi d’acquisto da parte della BCE di titoli italiani e spagnoli – che rispetto ai bund tedeschi soffrono gli spread più vistosi – vengono percepiti come veri e propri finanziamenti ai rispettivi Stati, laddove si tratta piuttosto di correttivi tecnici, propri di ogni banca centrale, miranti a stabilizzare i corsi della moneta. In prposito Draghi stesso è stato molto energico e chiaro:”Non credo – ha esclamato – a questa caricatura, come se l’Euro fosse una cosa italiana o italianizzata. La Bce manterrà la sua indipendenza, e siamo sicuri che non stiamo violando il nostro mandato”. Vedremo ora le reazioni dei vertici tedeschi.Intanto lo spread tra Italia e Germania, mentre scriviamo, è sceso a 380 punti.
GLC

