Dal 7 dicembre scorso l’Italia, dopo 4 mesi, ha ceduto il comando della Forza navale Europea Eunavfor-Atalanta. Il comando è passato dal Contrammiraglio Enrico Credendino al suo omologo spagnolo Pedro Garçia de Paredes Perez de Sevilla. Il passaggio di consegna è avvenuto nel corso di una cerimonia svoltasi a bordo della nave anfibia San Giusto a cui subentrerà come nuova nave ammiraglia dell’EuNavfor la ESPS Mendez Nunez. Nel corso della cerimonia per il passaggio di consegne, l’ammiraglio Credendino, dopo aver  fatto i dovuti ringraziamenti, ha voluto fare anche il punto della situazione relativa alla pirateria marittima attiva nel bacino somalo. Il suo è stato una sorta di elogio a tutti per gli ottimi risultati raggiunti. Credendino lascia il comando della missione con all’attivo nessuna nave catturata dai pirati somali e nessun marittimo caduto nelle loro mani. Un risultato che è stato raggiunto per la prima volta negli ultimi 4 anni. Fin dalla sua nascita, nel dicembre del 2008, Eunavfor-Atalanta ha infatti, operato nel bacino somalo e Golfo di Aden fornendo protezione e assistenza ai cargo che trasportano gli aiuti umanitari del World Food Programme destinati alle popolazioni della Somalia e di altri Paesi del Corno D’Africa ed alle navi dell’ Amisom, la missione di ace dell’Ua in Somalia. La stima è che sono state scortate finora circa un milione di tonnellate di aiuti alimentari. Nel contempo, la missione navale europea come tutte le missioni navali internazionali operanti al largo della Somalia in forza delle risoluzioni ONU 1814, 1816, 1838 e 1846 adottate nel 2008 dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha anche, con successo, contrastato il fenomeno della pirateria marittima nel mare del Corno D’Africa. Dello stesso avviso dell’ammiraglio Credendino il suo successore, l’ammiraglio Pedro Garçia de Paredes Perez de Sevilla, che ha voluto ribadire che, nonostante i risultati,  non si deve abbassare la guardia in quanto i pirati somali sono ancora attivi e costituiscono ancora un pericolo per la libera navigazione del mare. Il neo comandante spagnolo ha spiegato che nel corso dei prossimi 4 mesi  la missione navale Eu contribuirà ancora di più a costituire le condizioni giuste  per avere un mare più sicuro per il commercio di prosperare nella regione. Lo stesso giorno il contrammiraglio Antonio Natale ha assunto invece, il comando della “Operation Ocean Shield”, la missione anti-pirateria della Nato in Somalia che affianca quella Eu nel pattugliare il mare del Corno D’Africa e Oceano Indiano. Natale continuerà il lavoro svolto egregiamente dal suo predecessore per i prossimi sei mesi. Nell’Oceano indiano e nel mare del Corno D’africa attualmente operano, da minimo 4 anni, in totale almeno 40 navi da guerra di diversa nazionalità in funzione antipirateria. Si tratta in gran parte di unità navali che operano nell’ambito di  missioni multinazionali. Oltre alle predette due vi è un’altra missione navale di contrasto al fenomeno denominata Combined Task Force, Ctf-151. Di fatto si tratta del primo dispositivo anti pirateria creato per contrastare la pirateria marittima al largo della Somalia. Voluto dal Pentagono è però, gestito dalla V Flotta USA. Vi sono poi, altre navi da guerra di altri Paesi come la Cina, India, Iran, Giappone, Corea del Sud, Russia e altri ancora che operano invece, singolarmente a difesa dai pirati somali delle navi mercantili di bandiera. Nell’insieme costituiscono il contrasto armato alla pirateria marittima somala.

Ferdinando Pelliccia