Il lato oscuro del bel gioco

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Calcio malato e crimine organizzato, quando il business è da multinazionale

Ronald_Noble.Il calcioscomesse – quello illegale – ha un “fatturato” molto simile a quello di una delle multinazionali più grandi del mondo: la Coca Cola. Che il giro fosse grosso si sapeva (vedi i casi di ex calciatori finiti nei guai, come Signori e Doni), che le organizzazioni criminali di mezzo mondo facessero a gara per “accaparrarsi” i campionati più redditizi anche, ma intorno alla grande ombra dell’illegalità ancora non era stato tracciato un profilo netto.

A  lanciare l’allarme contro un fenomeno che sta diventando sempre più preoccupante, è stato il direttore generale dell’Interpol Ronald Noble, durante la  conferenza internazionale ”Calcioscommesse: il lato oscuro del bel gioco”, organizzato a Roma dal ministero dell’Interno, da Fifa e Uefa in collaborazione con l’Interpol. Noble ha parlato di un giro di affari di ”centinaia di migliaia di euro annui ”, quantificati poi da un ”business che vale non meno di 30 miliardi l’anno” dal segretario generale della Fifa Jerome Valcke.

Nel suo intervento, Noble ha spiegato che quella di Roma ”è  la prima conferenza che riunisce i segretari generali di Interpol, Fifa e Uefa” contro il fenomeno del calcioscommesse, che ”è diffuso il tutto il mondo. Ci sono stati casi anche nel campionato canadese e in Sudafrica. Un fenomeno internazionale che va aggredito con precise strategie e un’azione di intelligence”, ha rimarcato il segretario generale Interpol. ”Nel 2011 – ha ricordato – l’Interpol ha creato una task force apposita che ha contribuito a numerose operazioni di polizia. Il contrasto e’ un compito arduo. Abbiamo davanti a noi un lungo cammino, ma non possiamo fermarci. E continueremo a combattere colpo su colpo il calcio scommesse”.

“I malviventi – ha ricordato Noble – allungano i loro tentacoli in tutti i Paesi, anche in quelli nei quali il calcio non è lo sport nazionale. Un esempio? Un tribunale tedesco ha riconosciuto come un gruppo di criminali europei avesse truccato una partita di un campionato semiprofessionistico come quello canadese”. Contro un fenomeno così transnazionale “dobbiamo insistere su intelligence e prevenzione: nel 2011, a livello Interpol, e’ stata creata una task force con investigatori di tutto il mondo che si riuniscono due volte l’anno per scambiarsi informazioni mentre con la Fifa abbiamo stretto un accordo che prevede corsi di formazione per arbitri, giocatori e dirigenti dei Paesi più a rischio”. In ogni caso, “il sistema di preallarme principale sarebbe avere altri sportivi come Simone Farina (l’ex calciatore del Gubbio, presente al seminario, che denunciò un tentativo di combine).

Dopo le torbide vicende che hanno caratterizzato i campionati degli ultimi anni, non vi è – strano ma vero – nessuna segnalazione in questa stagione sportiva al Viminale da parte dell’agenzia delle dogane e dei Monopoli.  Il “quadro e’ migliorato”, spiegano ad Agipronews fonti dei Monopoli di stato a margine della conferenza, anche se permangono “casi critici” già segnalati agli investigatori, che stanno approfondendo la situazione di alcune squadre che partecipano ai campionati italiani di vertice. Analizzando i flussi di gioco, inoltre, “sono stati ravvisati possibili casi di riciclaggio di denaro sporco: anche questi ultimi sono stati segnalati alle autorità giudiziarie”. Per il campionato 2013-2014 quindi non ci dovrebbe essere – per ora – alcun colpo di scena

Fulvio D’Andrea