In Turchia continua la violenta repressione delle forze dell’ordine voluta dal premier Erdogan. Il consiglio d’Europa chiede una fine dell’escalation, proprio mentre l’Akp, il partito del premier, è in piazza a sostenere il governo gridando al complotto.
Strasburgo, 16 giu. Mentre il Consiglio d’Europa per bocca del segretario generale Thorbjørn Jagland, invita a evitare ulteriori escalation della violenza, la polizia nel quartiere Kurtuluş a Istanbul, sale sui tetti e spara lacrimogeni dall’alto verso la folla di manifestanti in strada. “E` importante in questo momento ricordare le norme, giuridicamente vincolanti per tutti i paesi aderenti al Consiglio d`Europa, stabiliti dalla Convenzione europea dei diritti dell`uomo sia per quanto riguarda la liberta` di riunione, sia per i suoi limiti”, ha aggiunto Jagland, secondo quanto riferisce una nota ufficiale. Ma in tutta la Turchia la violenta repressione lanciata da Erdogan nei confronti delle manifestazioni contro il suo governo, non accenna a diminuire. Anzi nelle ultime ore vi è stata una grandissima accelerazione. Non va meglio nel quartiere di Cihangir: come riferiscono attraverso i social media alcuni blogger, chiunque si trovasse per strada, è stato caricato e arrestato dalle forze dell’ordine. Anche ad Ankara, la polizia sta usando la mano pesante sia contro i manifestanti, sia contro i giornalisti che stanno diramando verso l’esterno ciò che accade nel paese. Alcuni lacrimogeni sono stati sparati all’interno di alcuni bar, dove stavano trovando riparo sia reporter che manifestanti. Si avvicina ancora una notte di lotta per il popolo turco che sta protestando contro le politiche del governo, mentre proprio il primo ministro Recep Tayyip Erdogan sta parlando ai suoi sostenitori ad Istanbul. Per Erdogan tutto ciò che sta accadendo nel paese è frutto di un complotto delle “lobby dei tassi d’interesse”, della stampa estera e del partito all’opposizione CHP.




