Guardia di Finanza di Trento – “Operazione efesto”. Traffico illecito di rame, ottone ed altri metalli per 24.000 tonnellate. Scoperti 11 evasori totali e redditi per 7 milioni di euro. Denunciate 126 persone per reati ambientali.
Trento, 19 lug. Dal dicembre 2012 al luglio 2013, la Guardia di Finanza di Trento ha svolto un’articolata indagine penale e tributaria in campo ambientale volta a contrastare un fenomeno piuttosto diffuso su tutto il territorio provinciale e relativo all’esercizio professionale completamente abusivo dell’attività di raccolta e gestione di rifiuti di metalli, spesso di elevato valore, come rame ed ottone.
L’indagine sviluppata dalle Fiamme Gialle Trentine ha permesso di individuare complessivamente 126 persone fisiche e di inquadrarle in 11 evasori totali (6 società di fatto a carattere familiare e 5 ditte individuali), che svolgevano abusivamente l’attività di gestione e commercializzazione di metalli (rame, ottone, ferro, alluminio, acciaio, piombo, materiale composito,…).
Tra il 2007 ed il 2012, l’organizzazione ha sottratto a tassazione ricavi per un totale di poco inferiore ai 7 milioni di euro, movimentando oltre 24.000 tonnellate di metalli. In assenza di costi dichiarati, tutti i ricavi individuati sono stati imputati come reddito netto delle persone fisiche coinvolte.
Tutti i 126 soggetti, di prevalente etnia rom e sinti, sono stati denunciati alle Procure della Repubblica di Trento e Rovereto per i reati di cui agli artt. 256 (Attività di gestione di rifiuti non autorizzata), 259 (Traffico illecito di rifiuti) e 260 (Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti) del Testo unico dell’Ambiente, che prevedono pene tra i 3 mesi di arresto ed i 6 anni di reclusione e sono già stati sanzionati tutti amministrativamente dall’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente (A.P.P.A.) per l’assenza delle autorizzazioni e della documentazione obbligatoria prevista (registri di carico e scarico, formulari di trasporto rifiuti, MUD – modelli unici di dichiarazione al catasto rifiuti).
Oltre ad operare senza le previste autorizzazioni ambientali, tutti i soggetti non hanno mai presentato alcuna dichiarazione fiscale, evadendo completamente le imposte sui redditi conseguiti. Dopo mesi di indagini, i militari delle Fiamme Gialle hanno così inquadrato i soggetti coinvolti in una serie di società di fatto e ditte individuali, in quanto, oltre ai diversi legami di parentela ed affinità, sono emersi numerosi elementi che hanno fatto ritenere che la fattiva collaborazione tra gli stessi si sviluppasse secondo un modello tipicamente imprenditoriale (scambi di mezzi, punti di approvvigionamento e commercializzazione comuni, identiche domiciliazioni, precise ripartizioni dei compiti ed organizzative,…).
I soggetti economici così identificati sono stati fiscalmente domiciliati presso alcune sedi individuate nel corso delle indagini sul territorio comunale di Trento e sono tuttora in corso di esecuzione ulteriori attività di polizia giudiziaria.


