Cresce il numero di immigrati nel nostro Paese. Ad evidenziarlo il X Rapporto dell’Osservatorio romano sulle migrazioni realizzato da Idos, con la collaborazione di Caritas di Roma, Roma capitale, provincia di Roma e regione Lazio. Dallo studio, che presenta lo stato dell’immigrazione nel quinto anno di crisi ( 2012), si evince come il fenomeno, da circoscritto a Roma nei primi anni del Duemila, si sia poi esteso su tutto l’intera zona roma-laziale. Nel 2002 i 2/3 degli immigrati risiedevano a Roma. Nel 2011 gli immigrati che si trovano nella capitale sono scesi al 53%. Sempre l’indagine precisa che nel Lazio si trovano oltre 500mila stranieri, a Roma, verso il Nord della capitale, coinvolgendo Viterbo, dove risultano 25mila ed a sud, a Latina . Immigrati anche nella fascia litorale e nella zona montana. Il Lazio risulta essere, dopo Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, la regione con più immigrati (10,9 per cento del totale nazionale), sia per le maggiori opportunità occupazionali, che per la vicinanza con Roma. Lo studio evidenzia anche come a Roma ben ¼ dei neonati sia nato da genitori stranieri. In dieci anni gli stranieri sono più che raddoppiati (+128,1%).e, soprattutto nel 2012, i residenti stranieri hanno registrato un evidente aumento (+11,4%). Anche l’occupazione straniera nel 2012 ha registrato un aumento, con 244.867 stranieri lavoratori in tutta la provincia, pari al 14,3% degli occupati complessivi (232.576 nel 2011) e di 175.757 nella Capitale (162.036 nel 2011). In crescita (del 12%) anche l’imprenditoria immigrata. Secondo lo studio il bilancio del 2012 tra assunzioni e cessazioni dei rapporti è stato negativo (-8.493) ma rimane elevato il numero degli occupati stranieri. Il 53 per cento è inserito nelle professioni meno qualificate, “con precarietà dei rapporti e sottoutilizzo delle competenze” . Per quanto riguarda le iscrizioni scolastiche i bambini immigrati iscritti sono 75.338 nel Lazio , di cui 4 su 10 nati in Italia, con una incidenza di circa il 10% sul totale degli iscritti. . Per quanto riguarda, infine, i luoghi di culto, questi risultano essere nel Lazio 293, di cui 234 a Roma ed il resto in provincia. Sempre secondo lo studio, i 2/3 degli immigrati risultano essere cristiani. Seguono subito dopo i musulmani, gli hinduisti, i buddisti ed i fedeli di altre religioni.

