Situazione della sanità pubblica e privata nella Tuscia sempre più drammatica. A dipingere il quadro a tinte purtroppo fosche sulle condizioni in cui versano i servizi assistenziali del Viterbese è il sindacalista della Uil Fpl Angelo Sambuci. “Non ci sono novità positive su nessun fronte, purtroppo – esordisce Sambuci – A Villa Buon Respiro (facente parte del gruppo San Raffaele spa, ndr) sono state attivate le procedure di mobilità e tra l’altro si sta subendo anche un ritardo nel pagamento degli stipendi ad oggi di 6 giorni. Dicono che il problema è con le banche. Venerdì prossimo è stata convocata poi una riunione presso il Cral di Nepi e la Nuova Santa Teresa di Viterbo per il rinnovo della cassa integrazione. A Faleria, a Villa Anna – prosegue il sindacalista della Uil – stiamo rinnovando il contratto di solidarietà che scade a luglio. C’è poco, quindi, da stare allegri. Il tutto si sta ripercuotendo sugli utenti che per eseguire un esame devono aspettare anche un anno. La situazione è a dir poco preoccupante”. Sambuci ricorda le iniziative intraprese dai sindacati con l’ultima lettera inviata al sindaco di Viterbo ed al prefetto per scongiurare la chiusura di Villa Buon Respiro, struttura che da anni accoglie persone con gravi handicap e la cui chiusura comporterebbe non solo un problema occupazionale, ma anche sociale. “Del resto, come risulta dall’ultima indagine del Sole24ore – aggiunge Sambuci – se a Viterbo ci sono meno soldi e più poveri significa che ci sono problemi occupazionali e sociali. Aumentano le tasse, chi ha gli stipendi li ha fermi da anni, chi è in cassa integrazione non so se viene regolarmente pagato. Viviamo in una situazione di grossa tensione sociale. Del resto ho sentito dire che è sempre più frequente il fatto che la gente va in farmacia a comprare i farmaci e quando si trova di fronte ad una spesa eccessiva preferisce lasciare tutto sul bancone e non curarsi”. Il problema principale per Sambuci resta l’occupazione: “Da altre parti assumono qui da noi è tutto fermo. Oltre 600 persone in 5 anni sono andate in pensione e ne hanno assunte appena una quindicina. Tutto ciò va a discapito degli utenti, dell’assistenza che ricevono per non parlare delle liste d’attesa che si allungano sempre di più. Siamo veramente molto preoccupati sotto il profilo sociale, occupazione ed assistenziale. Perché nessuno ci dice quanto tempo ci vuole per fare un esame ? Vorrei chiederlo a Zingaretti… Sono tutti pronti a dire che si è trovato un impiegato che timbrava per cinque, per carità, tale impiegato va cacciato, ma nel frattempo i contratti sono fermi ormai da 8 anni ed alcuni datori di lavoro hanno arbitrariamente ed abusivamente cambiato i contratti a scapito degli operatori e nessun politico è intervenuto. La conclusione è che la gente guadagna di meno (100 euro di meno al mese in media per un portantino e 150 euro al mese in meno per un infermiere) e deve lavorare di più (più di due ore settimanali). Inoltre, sono diminuite le ferie, le agibilità sindacali ed è anche diminuita la tutela rispetto al periodo di malattia (vedi Villa Serena e Villa Benedetta). Insomma – conclude Sambuci – rispetto al contratto scaduto da anni, ci si ritrova a lavorare per più ore e per meno soldi. Aspettiamo a questo punto che qualcuno prenda il coraggio a quattro mani per porre fine a questa situazione. Del resto, più volte è stato chiesto a noi sindacati di presentare una relazione sulle problematiche sanitarie della Tuscia, relazione che abbiamo sistematicamente redatto con tanto di possibili soluzioni. Ma lì è rimasta. Non si è visto nessuno, né tanto meno si sono nel frattempo risolti i problemi. Il quadro, quindi, è veramente drammatico”.
Wanda Cherubini

