busCTPAncora un esempio di quanto i trasporti pubblici in Italia sono sempre più in agonia. In Campania, la Compagnia Trasporti Pubblici, CTP, ‘snellisce’ le sue autolinee eliminandone qualcuna. Tutto questo con molta probabilità rientra in un riassetto aziendale del trasporto su gomma conseguenza del taglio di risorse e il lievitare dei costi di gestione. Una decisione che è quindi in piena sintonia con la ‘Spending review’ così ampiamente reclamizzata e attuata dal governo centrale. Un provvedimento che è quindi indirizzato al risparmio, al taglio dei costi. Non tiene però, conto delle necessità degli utenti che sono gli unici ad essere stati svantaggiati se non danneggiati, da questo provvedimento. Sono migliaia gli utenti CTP, in gran parte operai e studenti, che nel corso dell’ anno si servono delle sue autolinee. Questa decisione però, stavolta, ha destato non poche polemiche. Rabbia e anche un senso di impotenza serpeggia fra gli utenti CTP che ora devono fare i conti in particolare con la soppressione dell’autolinea C2N. Una corsa ritenuta strategica per i residenti delle città di Caivano e Afragola nel napoletano per i collegamenti da e per il capoluogo partenopeo. Un servizio ritenuto  insostituibile ed irrinunciabile per tutti quelli che finora ne hanno usufruito.  Ancora oggi sono in tanti a chiedersi come sia stato possibile prendere una decisione simile senza consultare l’utenza. Comunque sia dal primo luglio scorso non ci sono più collegamenti a mezzo bus di linea pubblici tra le città di Caivano e Afragola con quella di Casoria. Il collegamento era appunto coperto dall’autolinea della CTP, C2N. Il bus di linea partendo da Caivano raggiungeva la stazione ferroviaria di Casoria passando per Afragola e da qui poi, gli utenti in treno raggiungevano Napoli o altra città servite dalla linea ferroviaria. Quindi si potrebbe dire che questo è un provvedimento che va nella direzione opposta al modello di integrazione tra ferro e gomma che si sta invece, portando avanti da anni. Esso infatti, ha determinato un  vero e proprio buco nei collegamenti extraurbani dei comuni a Nord di Napoli. La C2N era una linea che serviva città densamente popolate e soprattutto, in particolare, due popolarissimi quartieri afragolesi,  il quartiere delle Salicelle e quello di San Michele. Questi due quartieri ora si sono ritrovati praticamente isolati. La soppressione della autolinea si sta ripercuotendo con  notevoli disagi proprio sui residenti di questi quartieri. Da qualche mese gli utenti che si servivano del C2N per raggiungere la stazione FS di Casoria da dove poi, raggiungevano i luoghi di lavoro, di studio o di altro, ora sono costretti, tra enormi disagi e costi, ad arrangiarsi con mezzi propri. I disagi maggiori pesano però, soprattutto sugli anziani e i disabili che intendono spostarsi dai quartiere isolati. Altri utenti, quelli che sono in grado di farlo fisicamente, sono invece,  costretti a compiere lunghi percorsi a piedi, con il brutto e il bel tempo, per poter intercettare le altre autolinee CTP ancora in servizio. L’autobus più vicino sosta a quasi 4 km di distanza da questi due quartieri. Appare chiaro che necessita una soluzione. Almeno si potrebbe spostare lo stazionamento di altre autolinee avvicinandole a questi quartieri. Appare chiaro che da tutto questo si è portati a pensare che la CTP non riesca più a garantire quello che un tempo era considerato un servizio essenziale. Da più parti si registrano lamentele da parte dell’utenza anche per il fatto che molte linee presentano carenze di autobus e quindi molte corse vengono saltate e questo provoca un sopraffollamento sulle fermate, in attesa dell’arrivo del bus, e anche a bordo del bus stesso con tutti i disagi che ne derivano. Al momento non è dato sapere se le istituzioni locali delle città di Caivano e Afragola sono a conoscenza o meno della problematica. A giudicare dal fatto che i primi disagi si sono cominciati già a manifestare da qualche mese sembrerebbe che  forse o sono all’oscuro di tutto, cosa che potrebbe essere poco probabile, o forse fingano di ignorare la questione. Sarebbe opportuno che gli amministratori chiedano un incontro con i dirigenti CTP per avere delucidazioni in merito alla questione e durante la quale i soggetti coinvolti potrebbero anche cercare insieme una soluzione al problema venutosi a creare.

Ferdinando Pelliccia