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Milano, 4 ott. Gli atti di terrorismo islamico non hanno nulla a che vedere con la religione. E` quanto tiene a precisare Yahya Pallavicini, vicepresidente del Coreis e Imam della moschea di via Meda a Milano. “Il terrorismo islamista di al Qaeda e questo ridicolo e violento Stato islamico in Asia centrale non hanno alcuna matrice con la religione, la civiltà e la spiritualità  islamica”, spiega Pallavicini all`Adnkronos. “E` un abuso di interpretazione politicheggiante e non ha nessuna legittimità nel diritto islamico”.
Secondo Pallavicini l`attentato alle Torri Gemelle di New York ha, in pratica, portato alla scoperta del terrorismo di matrice islamica: “l`11 settembre -osserva Pallavicini- à stato un modo scioccante di scoprire la realtà dell`Islam contemporaneo. C`era, prima di allora, una ignoranza diffusa in Europa e in Italia, c`erano dei pregiudizi un po’ orientaleggianti. Ad un tratto è scoppiata questa legittima diffidenza nei confronti del terrorismo”.
Tendenzialmente, sottolinea Pallavicini, “gli italiani che diventano musulmani lo fanno per tre motivi: il primo, il più diffuso, è quello matrimoniale: ci si innamora di una donna musulmana pensando di dover condividere con lei anche una certa sintonia spirituale e quindi si diventa musulmani senza, tuttavia, approfondire nè la pratica nè la conoscenza della religione”.