Il partito socialdemocratico Siumut ha vinto le elezioni parlamentari anticipate tenutesi ieri in Groenlandia. In questo modo, la sinistra è riuscita a restare al potere nel Paese dopo esserci ritornata nel 2013. Il calo dei consensi però, si è visto. Nel 2013 il Siumut ottenne il 43 % dei voti stavolta il 34,5 %. E’ andata bene anche al partito Inuit Ataqatigiit, IA, guidato da Sara Olsvig che ha raccolto il 33,2 dei voti arrivando di misura secondo. Partito di estrema destra favorito alla vigilia del voto e giunto secondo. Nel Parlamento unicamerale, ad ognuno dei due partiti, risultati primi due, sono stati assegnati, per i prossimi quattro anni, 11 dei 31 seggi in lizza. Assegnati anche i restanti 9 seggi. Al partito social liberal democratico, con l’11,8 per cento dei voti raccolti sono andati 4 seggi parlamentari, al Partito Naleraq con l’11,6 per cento assegnati 3 seggi, e al partito Atassut con il 6,5 per cento dei voti assegnati 2 seggi. Il Siumut per governare dovrà però, per forza di cose creare una coalizione di governo con altri partiti presenti in Parlamento per raggiungere la maggioranza di 16 seggi. Possibile anche che siano proprio i primi due partiti del Paese a coalizzarsi per governare insieme. Sarebbe una soluzione ottima in quanto unendosi avrebbero una maggioranza di 22 seggi. Al voto sono stati chiamati circa 40mila aventi diritto. Un voto anticipato a cui si è giunti dopo uno scandalo finanziario scoppiato lo scorso mese di settembre e che ha visto coinvolta l’ex primo ministro, Aleqa Hammond, leader del Siumut, costringendola alle dimissioni sia da capo dell’esecutivo sia da leader del partito. Alla guida del partito, al suo posto, Kim Kielsen, il vincitore delle parlamentari di ieri. Per il Paese scandinavo, coperto in gran parte da ghiacciai, si è trattato di un passaggio elettorale molto importante da cui dipendevano diverse scelte future e questioni in corso. Questo, in quanto al centro del dibattito politico, che ha caratterizzato la vigilia del voto, soprattutto lo sfruttamento delle risorse naturali del Paese. Un po’ meno la questione indipendenza dalla Danimarca di cui la Groenlandia è territorio autonomo. Dal 1979 l’isola infatti, ha ottenuto il diritto all’autogoverno diventato poi, ancora più ampio nel 2009, grazie ad un referendum. La Danimarca però, ha mantenuto la gestione della politica estera, della giustizia, della difesa e delle forze dell’ordine. A causa dello scioglimento dei ghiacciai infatti, si sta rendendo sempre di più possibile poter sfruttare le risorse naturali dell’isola artica nascoste finora sotto ghiacci spessi chilometri. Nei prossimi mesi è prevista una vera e propria corsa da parte di Paesi come la Cina all’ottenimento dei diritti di sfruttamento di queste intatte risorse naturali. In merito il partito IA si è da subito dichiarato contrario allo sfruttamento soprattutto dell’uranio e favorevole invece, a nuovi progetti per il turismo e lo sfruttamento di risorse come la pesca. Per cui dall’esito del voto dipendevano molte delle future scelte della Groenlandia.
Ferdinando Pelliccia

