Quella trascorsa è stata una settimana difficile per il governo centrale nigeriano. I Jihadisti hanno attaccato obiettivi quasi ogni giorno impegnando fortemente le truppe nigeriane che si sono mostrate, in molti casi, incapaci di contrastare i ribelli. Per riprendere il controllo dei territori nel nord-est del Paese che sono stati conquistati dai ribelli di Boko Haram, alla fine le autorità centrali hanno istituito una unità speciale di polizia militare, la Police Mobile Force’s, PMF. Si tratta di un’unità mobile speciale anti-terrorismo specializzata in operazioni di guerriglia. L’unità è operativa dallo scorso mercoledì ed ha già raggiunto la piccola città di Marraba Mubi a circa 15 chilometri di distanza dalla città di Mubi nello stato federale di Adamawa. Si tratta di una delle città nigeriane recentemente passate sotto il controllo ribelle. In questa occasione l’esercito nigeriano ha subito una forte umiliazioni dagli jihadisti che li hanno messi in fuga senza sparare un colpo. A sostegno di questa unità mobile vi sono però, anche le truppe nigeriane. Attualmente i soldati si trovano però, a Pella Junction, a circa 80 chilometri da Mubi. Man mano che i miliziani di Boko Haram catturano una città, la ribattezzano con un nome islamico e questa entra a far parte del loro califfato islamico. Successivamente danno il via alla piena applicazione della sharia. A Mubi gli islamisti hanno dato alle fiamme tutte le chiese cristiane. Attualmente sono alla periferia della città di Shanli. Nonostante tutto, il presidente nigeriano, Goodluck Jonathan si dice fiducioso e che la Nigeria alla fine sarà Unita e più forte di prima. L’intervento ha voluto essere una risposta a chi nel Paese africano mostra timori per una possibile sua disintegrazione a causa della ribellione in corso nel nord-est e le vittorie conseguite da Boko Haram. Intanto, a causa delle violenze in corso nello stato di Adamawa oltre 17mila persone, per sfuggirvi, si sono date alla fuga e hanno visto cambiare il loro status in sfollati interni. Secondo i dati resi noti dal National Emergency Management Agency, NEMA, che gestisce i campi allestiti per accogliere gli sfollati, gran parte di essi sono donne e bambini.

