Il calo dei prezzi del greggio offre un’importante spinta all’economia mondiale ma questo fattore positivo e’ “piu’ che compensato” da altri fattori di debolezza, “fra cui la perdurante eredita’ della crisi e il minor potenziale di crescita che si registra ormai in molti paesi”. E’ quanto si legge nell’aggiornamento al World Economic Outlook pubblicato oggi a Washington dal Fondo Monetario Internazionale che ha tagliato dello 0,3% rispetto alle proiezioni di ottobre sia le stime per il 2015, che sono ora a +3,5%, che per il 2016, anno in cui l’economia del mondo aumentera’ del 3,7%. Nell’ultimo biennio, l’economia mondiale e’ cresciuta ogni anno del 3,3. A far da traino all’economia mondiale saranno ancora una volta gli Stati Uniti per cui il Fondo prevede una crescita del 3,6% nel 2015 (+0,5%) e del 3,3% nel 2016 (+0,3%) mentre l’Eurozona restera’ in difficolta’ con un tasso di espansione molto piu’ modesto, pari all’1,2% quest’anno (-0,2%) e all’1,4% il prossimo (-0,3%). Il Giappone e’ visto invece in crescita rispettivamente dello 0,6% (-0,2%) e dello 0,8% (-0,1%) mentre il Regno Unito e’ atteso a un solido +2,7% nel 2015 (invariato) a un +2,4% nel 2016 (-0,1%). Diminuisce il contributo dei paesi emergenti e della Cina in particolare che dovrebbe crescere quest’anno del 6,8% (-0,3%) per poi frenare al +6,3% il prossimo (-0,5%).

