Attentatori suicidi donne. Alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi in Nigeria sembra che sia questa la nuova figura, al femminile, a cui sia stato affidato, nel Paese africano, dal gruppo ribelle islamico di Boko Haram la conduzione della loro strategia sanguinaria per destabilizzare il Paese africano. Sembra però, che a spingere le donne nigeriane, filo Boko Haram o presunti tali, ad indossare un giubbotto suicida, trasformandosi di fatto in bombe umane, non sia però, la motivazione ideologica, ma una vera e propria imposizione. Boko Haram ha inaugurato questa nuova sanguinaria strategia del terrore, basato su attacchi suicidi al femminile, lo scorso mese di giugno. Allora l’obiettivo fu la città di Kano nello stato settentrionale di Gombe. In Nigeria il gruppo ribelle islamico opera nel nord del Paese dove dal 2009 ha avviato una sanguinosa campagna per rendere il controllo di quella parte del Paese africano. Lo scopo è quello poi, di costituire nel nord della Nigeria uno stato islamico. Uno scopo che sembra ormai essere alla portata del gruppo. Questa consapevolezza viene dal fatto che Boko Haram oltre a controllare città e villaggi nelle aree di confine con Niger, Ciad e Camerun nello stato di Borno controlla anche decine di città e villaggi degli stati di Yobe e Adamawa.
Ferdinando Pelliccia

