Tre anni di trattative tra Italia e Svizzera che oggi si sono consolidate con il raggiungimento di un accordo fiscale che dovrebbe incentivare gli italiani che hanno depositi non dichiarati nelle casseforti elvetiche, a regolarizzare la propria posizione, l’ultima occasione per mettersi in regola con il fisco italiano senza incorrere in sanzioni penali, come definito dalla normativa italiana sulla regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero (voluntary disclosure).
La così detta Road map, oggetto di intesa tra i due Paesi, prevede la “soluzione” a più punti scottanti, tra cui la questione della fiscalità dei frontalieri. Con l’accordo sono stati raggiunti in sostanza il miglioramento della Convenzione per evitare le doppie imposizioni tra l’Italia e la Svizzera con l’adozione del più recente standard dell’Ocse per lo scambio di informazioni, in particolare quelle su richiesta; la realizzazione di sinergie con la legge sulla voluntary disclosure, che consentiranno una più agevole regolarizzazione del passato per i contribuenti italiani, prima di arrivare allo scambio automatico di informazioni che segnerà una svolta epocale a livello internazionale verso la trasparenza fiscale; il miglioramento dell’Accordo sulla fiscalità dei lavoratori frontalieri; l’abolizione o l’adeguamento agli standard internazionali dei regimi svizzeri di fiscalità privilegiata. Le intese raggiunte si dovranno suggellare entro il 2 marzo 2015.
Grande preoccupazione destano le prese di posizione per quanto riguarda la fiscalità dei frontalieri che si vedono aumentare le tasse esponenzialmente e non meno scioccati sono i Sindaci dei Comuni sulla fascia di confine che vedono sfumare una risorsa basilare per il sostentamento territoriale, fino ad oggi ottenuto con il ristorno di una quota sulle imposte alla fonte pagate dal lavoratore frontaliero alla Svizzera. D’ora in poi invece il 30% delle imposte pagate dal lavoratore frontaliere, verranno versate allo Stato Italiano. Questo punto rimane molto infuocato, soprattutto in Canton Ticino si sono aperte un mare di polemiche, si prevede che la preziosa manodopera italiana scappi.

