ciclistiinvestitieboliDopo aver  investito e ucciso un pedone nel milanese un altro automobilista non ha prestato soccorso e si è allontanato facendo perdere le sue tracce. Anche se forse non ci si trova di fronte del classico caso del pirata della strada che, nella peggiore delle ipotesi, se scoperto, si costituisce e poi, la fa franca come sempre accade. Quanto è avvenuto ieri mattina a Segrate nel milanese oltre a lasciare inorriditi, come sempre ravviva anche una polemica molto forte e oggetto di un annoso dibattito che coinvolge familiari e associazioni che da tempo chiedono l’istituzione del reato di ‘omicidio stradale’. Si tratta di una richiesta specifica al fine di trasformare l’omicidio compiuto da un automobilista in violazione delle norme sulla circolazione stradale da colposo a doloso. Attualmente il Codice della Strada prevede il reato pe ril reato di omicidio colposo pene – in base all’articolo 589 in vigore dal 27 maggio 2008 – che vanno dai 2 ai 6 anni oppure dai 3 ai 12 anni se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale come guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope.  L’istituzione del reato di omicidio stradale , che si pone a metà strada tra l’omicidio colposo e quello volontario,  riconoscerebbe pene notevolmente più severe di quelle in vigore nei confronti degli automobilisti. La proposta di legge  presentata prevede infatti, per chi provoca la morte di una persona mettendosi alla guida sotto l’effetto di sostanza alcoliche o sostanze stupefacenti, la reclusione tra i 6 e i 16 anni, con un massimo di 21 nel caso in cui venga causata la morte di più persone. Ovviamente applicabile anche nei casi in cui chi a provocare l’incidente sia chi viaggia ad una velocità superiore al doppio del limite previsto dal Codice della Strada e chi non si ferma dopo aver causato l’incidente. La proposta di legge  propone anche il ritiro definitivo della patente nei casi in cui la condanna di omicidio stradale diventi definitiva. Nell’ottobre scorso una prima debole apertura all’introduzione di questo reato nel codice della strada, anche con modifiche al Codice Penale, è venuto dalla Camera.  La strada da percorrere è però, ancora lunga e tortuosa per diversi motivi. Se però, si riuscisse a raggiungere la meta si garantirebbe in qualche modo, un livello di giustizia più adeguato alle tante vittime della strada che oggi invece, non hanno. Nel 2013, sono state 114 le persone morte sulle strade italiane e 1.168 quelle rimaste ferite a causa della guida spericolata di pirati della strada che in molti casi l’hanno fatta franca. Sono dati forniti dall’Asaps , che li ha ricavati dai dati emersi da almeno 973 episodi di pirateria stradale denunciati. Di questi incidenti solo il 55,8% degli automobilisti pirati della strada sono stati individuati, il restante 44,2% l’ha fatta franca.

Da tempo è in corso anche una raccolta di firma a favore dell’istituzione dell’omicidio stradale

http://www.omicidiostradale.it/firma

Ferdinando Pelliccia