La Turchia, con l’obiettivo di contenere le importazioni di energia necessarie a sostenere la crescita del Paese, prevede di espandere e modernizzare il complesso di centrali elettriche alimentate dai giacimenti di lignite vicini alla città di Elbsitan, nella provincia sudorientale di Kahramanmaraş, che contengono riserve per 4,4 miliardi di tonnellate pari al 38% delle riserve totali del Paese. Il complesso è composto da un primo impianto (Elbistan A) con 4 elementi per complessivi 1.335 Megawatt entrato in servizio negli anni ’80, affiancato da una seconda centrale di costruzione più recente (Elbistan B) con altre 4 unità per complessivi 1.440 Megawatt. Entrambi fanno capo al gruppo statale Elektrik Üretim. Attualmente sono in corso colloqui con diversi partner esteri per espandere la potenza complessiva con almeno due nuovi impianti, una da 1.200 e uno da 1.400 Megawatt. E’ un progetto su cui, a partire dal 2013, si sono intrecciate diverse trattative che hanno coinvolto inizialmente Abu Dhabi National Energy (Taqa) e successivamente Mitsui, Acwa Power (Arabia Saudita) nonché alcune società cinesi. Nel corso di una recente visita il ministro dell’energia Taner Yildiz, ha confermato che il Governo intende finalizzare il progetto nel contesto di un piano di sviluppo dell’intera Provincia che comporterà investimenti per 3,6 miliardi di dollari. La potenza complessiva a lignite del parco centrali di Elektrik Üretim ammonta a 7.470 Megawatt e il sito di Afsin-Elbistan è quello di maggiore rilevanza.

