inzaghi

MILANO. Svolta Milan? Neanche per sogno. Il Diavolo ha perso, di nuovo, con la Lazio, tre giorni dopo la batosta dell’Olimpico (3-1) in campionato. Inzaghi a questo punto ha più di un piede fuori da “Milanello”, checché ne dica Galliani; artista del depistaggio. Per i rossoneri questa volta non v’è nemmeno l’alibi turnover, perché nella formazione iniziale, la presenza di titolari, o presunti tali, era nutrita. Fatta eccezione per Abbiati, declassato a portiere di coppa, e Albertazzi (disastroso) schierato come terzino sinistro. Montolivo c’era, Menez e Cerci, ancora a mezza strada tra il dr. Jakyll di Torino e il mr. Hyde di Madrid, pure. Pazzini centravanti è quanto di meglio al momento la società di via Aldo Rossi possa permettersi, il che è tutto dire. Quasi paradossale, quindi, che a far ruotare più giocatori sia stata la Lazio, che ha fatto una grande partita, e per quanto ha fatto vedere finché si è giocato ad armi pari – Cana espulso al 45’ per doppio giallo – avrebbe meritato di vincere con uno scarto maggiore. Ingiusto, confinare l’intera gara ad un episodio; ormai è di gran moda. Il rigore concesso da Rocchi c’è tutto: Albertazzi allarga le braccia e impatta il pallone; Biglia (38’) è bravo a spiazzare Abbiati dagli undici metri. Ma i biancocelesti avrebbero già potuto sbloccare il parziale al 9’ con Klose (servito da Abate) o al 15’ con Keita (servito da Menez). Le parole scritte tra parentesi non sono frutto di una bevuta serale, testimoniano piuttosto la totale confusione che imperversa tra i calciatori con la maglia a strisce rosse e nere e i loro scellerati retropassaggi. Per di più la doppia ammonizione a Cana appare esagerata, considerando che Menez accentua la caduta e che il primo cartellino era stato esposto al difensore albanese soltanto qualche minuto prima. Ma recrimina anche il Milan per due situazioni di gioco, entrambe nella ripresa, in cui prima Pazzini, che nello stop si aiuta con un braccio, e poi Cerci, in fuorigioco seppur di poco, erano andati irregolarmente in gol. Troppo poco per chi stasera doveva mettere a ferro e fuoco il terreno del “Meazza”. Tanto più che Keità (33’st) colpisce un palo su cui Abbiati non può far altro che guardare, e pregare. “Luci a San Siro” …spente, sul Milan ed il suo allenatore.

TABELLINO
MILAN: Abbiati; Abate, Alex, Rami, Albertazzi (dal 35’st Suso); Poli (dal 23’st Van Ginkel), Montolivo, Muntari (dal 6’st Honda); Cerci, Pazzini, Menez. (Zaccardo, Armero, Essien, Lopez, Calabria, De Santis, Gori, Mastour) All.: Inzaghi.

LAZIO: Berisha; Konko (dal 38’st Pereirinha), Mauricio (dall’8’st Basta), Cana, Radu; Onazi, Biglia, Cataldi (dal 1’st Novaretti); Parolo, Klose, Keita. (Marchetti, Candreva, Gonzalez, Ledesma, Mauri, Ederson, Strakosha, Prce, Palombi) All.: Pioli.

Reti: al 38’pt Biglia (rig).

Ammoniti: Rami (M), Pereirinha, Keita (L).

Espulsi: Cana (L) per somma di ammonizioni.

Arbitro: Rocchi di Firenze.

Simone Toninato