“Mentre a Roma decidevano di inasprire pene che i delinquenti non sconteranno mai perché non ci sono le carceri sufficienti, dimenticando per l’ennesima volta di pensare alla necessità vera, che oltre alla certezza della pena è il rafforzamento di uomini e mezzi delle Forze dell’Ordine e l’invio dell’esercito a presidio del territorio, ieri il veneto e i Veneti hanno dovuto subire altri 23 nuovi crimini, chissà quanti dei quali commessi da pregiudicati che avrebbero dovuto essere in carcere”. Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia segnala “ai dormienti dell’impero romano” che le cronache riportano notizia di “un’altra giornata da paura per la criminalità in Veneto, con rapine, furti in case e negozi, scippi e spaccio di droga che dilaga”.
“Ogni giorno, anche oggi – aggiunge Zaia – si ha anche notizia della nascita di gruppi spontanei di autodifesa organizzati dai cittadini e di spari, per ora in aria, di fronte alla minaccia dei delinquenti. Sono segnali forti e chiari di una situazione che l’assenza dello Stato sta portando al limite – dice il Governatore – perché si possono fare tutti gli appelli che si vuole, ma la gente per bene è stufa di subire ed è sempre più tentata dal fai da te. Attenzione – avverte Zaia – i Veneti sono gente laboriosa e pacifica, ma non sono scemi e non ne possono davvero più, e non c’è niente di peggio dell’ira dei miti”.
“Imploro i signori Ministri competenti – conclude Zaia – di leggersi la cronaca di un’ordinaria giornata di delinquenza in Veneto e di decidere: fare qualcosa o vergognarsi”.

