federlazioSituazione di stabilità per l’economia della Tuscia con il sostegno esclusivo della produzione da parte dell’export e l’assenza della politica per promuovere una programmazione di sviluppo. Questi i dati emersi stamani alla presentazione dell‘indagine congiuturale della Federlazio sulle al II semestre del 2014, condotta su un campione di 350 aziende associate, delle quali 46 del territorio viterbese. L’analisi è stata presentata dal direttore e presidente della Federlazio di Viterbo, rispettivamente Giuseppe Crea e Giovanni Calisti e dal segretario Mario Adduci. Nella graduatoria regionale Viterbo è al quarto posto, seguita da Rieti con 13.016 imprese e sopravanzata da Frosinone (38.973), Latina (47.043) e Roma (343.183). Il tasso di crescità è stato dello 0,43%, inferiore all’1.80% registrato nel Lazio, ma comunque positivo al -0,45% della precedente rilevazione.

Per quanto concerne le imprese industriali Viterbo è l’unica del Lazio a rilevare una crescita positiva dell’1,09% rispetto al dato regionale del -0,63% ed a quello nazionale del -1,50%. L’indagine ha poi evidenziato una conferma della ripresa della produzione registrata nei primi sei mesi del 2014 con una quota di aziende che ha dichiarato aumenti dei livelli produttivi, passando dal 18,2% del I semestre  2014 al 25% del II semestre. “Ma tale significativo dato – spiega Crea – resta esclusivamente legato al livello della domanda nei mercati extra Ue con il 66,7% delle imprese che dichiara un aumento dei livelli degli ordinativi. Scende anche il numero degli intervistati che dichiara una stabilità: dal 33,3% al 22,2%. Trend negativo, invece, delle esportazioni verso i mercati dell’UE: scende del -22,3% il dato relativo  agli operatori che registrano un incremento (dal 66,7% al 44,4%). Tale dato negativo viene confermato anche dai livelli di fatturato: sono apparsi in netto calo, passando dal 62,5% al 40%, coloro che  rispetto alla precedente rilevazione hanno registrato un aumento del fatturato in area UE.

Sul versante occupazionale la situazione permane difficile con il -3,8% degli intervistati  che dichiara un incremento delle assunzioni (15% rispetto al 18,8% della precedente rilevazione), mentre passano dal 25% al 30% coloro che dichiarano una riduzione dell’organico aziendale.  Una particolare attenzione si è posta poi cassa integrazione.

“Rispetto alla prima metà dello scorso anno è diminuita lievemente la percentuale di imprese che hanno attivato procedure di cassa integrazione guadagni: dal 23,1% si è passati al 22,4% – spiega Mario Adduci – Da luglio a dicembre 2014 nella provinciadi Viterbo le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate a livello complessivo sono risultate in lieve contrazione del -0,6% rispetto allo stesso periodo del 2013. Si tratta di un dato positivo, ma non esaltante, in quanto di gran lunga inferiore al tasso di riduzione registrato nel periodo gennaio-giugno dello scorso anno, quando il calo era stato del -13,1%.  A livello regionale è risultato un aumento dell’11% rispetto al dato nazionale, attestato su una contrazione del -7,3%. Soltanto la provincia di Latina segnala una riduzione significativa del -35,9%. L’aumento di ore di Cigo autorizzate nella Tuscia è stato del 4,4% rispetto al calo precedentemete rilevato: -3,7%.Viterbo è l’unica provincia che appare in controtendenza. Ancor più marcato l’incremento della cassa integrazione straordinaria nella provincia di Viterbo (120,8%), rispetto alla rilevazione regionale (48,4%) ed a quella nazionale (16,9%).  Nel primo semestre 2014 era risultata in calo del -62,7%. Le ore di Cassa integrazione in deroga  autorizzate a Viterbo sono scese del -23%, mentre nei primi sei mesi del 2014 si era registrato un incremento del 59,4%. Tendenza, questa, a parte Rieti, registrata su tutto il territorio regionale”.

Il direttore Crea ha, quindi, proseguito l’analisi illustrando i dati relativi agli investimenti che presentano un andamento marcatamente negativo. Degli intervistati, infatti, solo il 21,1% ha dichiarato di aver investito, rispetto al 31,3% del I semestre 2014.  Tra le problematiche, infine, riscontrate dalle imprese, in primis si colloca l’insufficienza di domanda (32,3%), seguita dal ritardo nei pagamenti dei privati (24,4%), dai ritardi da parte della P.A. (15,2%), dall’impossibilità a partecipare agli appalti (7,4%) e dalla mancaza concessione/erogazione del credito (5,1%).

“La pressione fiscale – ha aggiunto Crea – resta  un’effettiva barriera alla crescita delle aziende, riconfermandosi al primo posto nella lista dei vincoli alla competitività  con il 31,6% rispetto al precedente 27,6%, seguita dal costo del lavoro (23,7%) e dalla complessità  normativa e burocratica (18,2%).  Negli ultimi 12 mesi – ha sottolineato Crea – sono stati fatti circa 997 procedimenti fiscali  legislativi. Il Governo farà un’ulteriore proroga sulla delega fiscale e ciò provoca già disagi ai privati e insicurezza alle imprese. Si andrà secondo me – ha concluso Crea – ad una proroga della proroga visto che l’armonizzazione fiscale non rientra tra le priorità di questo Governo”.

Le previsioni a breve termine dell’indagine evidenziano una scarsa fiducia che regna tra gli operatori con occupazione e nuovi ordinativi interni che si attestano allo zero per cento. Meno pessimistiche,invece, le previsioni sui nuovi ordini dai mercati esteri dell’UE (22,2%) ed ottimistiche per quelle extra UE (44,4%).

“Da inizio 2015 – spiega Adduci –  i riflettori sono puntati sui possibili benefici della legge di stabilità e del job act. Da gennaio le aziende che assumono hanno una decontribuzione totale per tre anni.Ma tra i vincoli c’è quello che nelle aziende non ci siano sospensioni del lavoro con interventi di cassa integrazione stroardinaria o in deroga. Questi sono quindi al momento dei numeri che devono essere assorbiti”. Infine, Crea ha ricordato che il 13 aprile ci sarà presso l’Aula Magna dell’unviersità della Tuscia un convegno svolto in collaborazione con il servizio sindacale Federlazio, l’ordine dei consulenti del lavoro e dei commercialisti proprio sul job act, aperto a tutti.

La conclusione è spettata al presidente Calisti che ha così esordito: ” Questa crisi è iniziata ad ottobre del 2008 ed ancora grossi segnali di ripresa non se ne vedono. Per le esportazioni l’Europa è rimasta abbastanza stabile, mentre  già abbiamo avuto timidi segnali di rirpesa nei paesi extra UE, come Estremo Oriente, Cina, India. Bisogna innanzitutto capire quante aziende  ci siano a livello locale che possano affrontare i problemi dell’export. Ci sentiamo poi molto abbandonati dalla politica.

Dobbiamo archiviare un 2014 in termini meno positivi rispetto a quello che ci aspettavamo.  L’indagine – ha aggiunto- ci mostra uno scenario di incertezza totale. Senza un programma di investimenti non ci potranno essere possibilità di rilanciare l’economia e non solo a Viterbo”.  Insufficienza della domanada, ritardo dei pagamenti, impossibilità di accesso al credito sono gli annosi problemi da risolvere,anche se su  ques’tultimo punto Calisti  ha riferito che qualcosa è stato fatto dalla Bce. “C’è poi la pressione fiscale – rimarca il presidente di Federlazio – il costo del lavoro, la complessità normativa che ci vincola. E’ una lotta che facciamo tutti i giorni, ma contro i mulini a vento”. Calisti ha, quindi, preso ad esempio il termalismo viterbese. “Attendiamo ancora delle risposte dal Comune”.

“Tutte le nostre richieste sono state dal Comune completamente disattese – incalza Crea – So bene che il bando Inps non potrà andare avanti. Un imprenditore che parteci al bando non sa  ancora quanta acqua deve avere. Bisognerà poi affrontare anche l’abusivismo dei pozzi. Sul termalismo – conclude Crea – c’è un ricorso al Consiglio di Stato; c’è una struttura che ha fatto investimenti per circa 5 milioni di euro ed un’altra che ha circa 180 dipendenti che non può iniziare la stagione dei fanghi. Vorremmo delle risposte”.

Una nota positiva la dà Calisti parlando del Museo temporaneo del design di Cviita Castellana, che è stato presentato alla fiera di Francoforte con uno stand di oltre 100 metri quadrati , che raccoglie immagini,testi e prodotti rappresentativi delle aziende del comprensorio”.

Wanda Cherubini