Dare informazioni ai giovani su come navigare in modo sicuro sul web . A questo mira il progetto “Una vita da social”, presentato questa mattina nel palazzo della Questura dal Questore Suraci, insieme al sindaco Michelini e, in rappresentanza del Provveditorato agli Studi, dalla prof.ssa Maio. Si tratta di una campagna itinerante, organizzata a livello nazionale, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che il 4 marzo farà tappa a Viterbo. “In piazza degli Almadiani, dalle ore 8 alle 18 ci sarà un truck della Polizia di Stato con all’interno dei dispositivi informativi e personale specializzato della Polizia postale – ha esordito il Questore Suraci – Ospiterà nella mattinata circa 500 studenti della I, II e III media e del biennio superiore, divisi in gruppi da 60 alunni, in moduli da 60 minuti ciascuno”. Il Questore ha spiegato che lo scopo dell’iniziativa non è quello di reprimere l’uso del web, ma informare i ragazzi e le loro famiglie, sui vari pericoli che si incorrono navigando in Internet e come ci si possa, quindi, difendere. Non mancheranno delle simulazioni su come usare il web e proteggersi dalle insidie in esso nascoste. Il tir della Polizia di Stato sarà visitato la mattina, dalle ore 8 alle 14 dalle scuole, mentre dalle ore 15 sarà aperto alla cittadinanza. Inoltre, la Questura di Viterbo, in collaborazione con l’amministrazione comunale, ha organizzato degli eventi collaterali, quali l’esposizione della Lamborghini Gallardo della Polizia Stradale. Alle ore 17, in Piazza del Plebiscito, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Viterbo, ci sarà poi l’esibizione della Fanfara a Cavallo della Polizia di Stato, composta da 20 elementi, che prima di giungere in piazza, farà una sorta di parata, passando da Via Marconi, via della Sapienza, Corso Italia per giungere a Piazza del Plebiscito, dove avverrà l’esibizione. “Non ho memoria che a Viterbo ci sia stata una fanfara a cavallo della Polizia di Stato – ha affermato il primo cittadino – Sarà, quindi, una cosa molto suggestiva. Avere prudenza nell’accesso al web- ha poi proseguito Michelini riferendosi all’iniziativa – è importante, in quanto questo strumento seppur utilissimo deve essere sempre attenzionato, sopratutto quando è in mano ai minori”. La Prof. Di Maio ha precisato che “Una vita da social” rientra in un progetto più ampio della scuola contro il bullismo tra i giovani, partito con la Polizia di Telefono Azzurro. “Il cyberbullismo – ha sottolineato Di Maio – è una delle forme più gravi di bullismo. Telefono Azzurro ha assunto il numero verde del Miur con un gruppo ampliato a circa 40 soggetti. L’Unicef ad esempio partecipa con la “Scuola Amica”, che per noi riguarda 25 scuole del territorio”. “Il nostro compito è difendere i cittadini, in modo particolare le categorie più deboli – ha rimarcato il questore Suraci – Abbiamo ad esempio firmato un protocollo con le associazioni dei sordi a Roma. I quattro questori della Regione Lazio stanno studiando un app apposito sul telefonino dei non udenti che può permettere loro di mettersi in contatto con la nostra sala operativa per chiedere aiuto”. Nel Viterbese non si registrano al momento reati informatici, ma casi di pedopornografia, che hanno portato sia ad arresti che a denunce. Vi sono poi molte truffe online per acquisto di materiale che non viene poi recapitato. Non mancano adescamenti online con ricatti e minacce di diffondere in rete materiale compromettente. Ci sono anche diffamazioni, ma in alcuni casi, come per Facebook, quest’ultimo non risponde per i reati di diffamazione, ma solo per quelli più gravi. Le situazioni poi si complicano quando si toccano connesioni con l’estero, in quando,come spiegato stamani in Questura, non è spesso facile avere le rogatorie internazionali per poteragire.
Wanda Cherubini

