Il Tribunale di Sorveglianza di Milano, ha deciso per l’estinzione della pena per Silvio Berlusconi (estinta anche la pena accessoria dell’interdizione dei pubblici uffici per due anni). Il caso dell’ex premier era stato esaminato giovedì scorso (poco prima che il Palazzo di giustizia fosse evacuato per la sparatoria, ndr) e stamane c’è stato il deposito del provvedimento che prende atto del comportamento seguito da Berlusconi che ha prestato il suo servizio, per circa 10 mesi, assistendo gli anziani dell’istituto Sacra Famiglia a Cesano Boscone.
Decisiva nella valutazione del percorso del condannato sono state le relazioni che Severina Panarello, capo dell’Ufficio esecuzione penale esterna ha inviato in questi mesi sulla base dei colloqui periodici con Il leader di Forza Italia. Insieme alla fine della pena, il tribunale di Sorveglianza ha dichiarato estinta anche la pena accessoria dell’interdizione dei pubblici uffici per due anni, che gli era stata inflitta nello stesso processo per frode fiscale. Berlusconi – a breve potrà riavere il passaporto – però resta ineleggibile in base alla legge Severino, il cui esame non è stato fissato dalla Corte di Strasburgo.
Era lo scorso 9 maggio quando Berlusconi varcò la soglia dell’istituto di Cesano Boscone e iniziò ad assistere, ogni venerdì, anziani malati di Alzheimer. Un’”esperienza toccante” e “una pausa di serenità”, a dire dello stesso Berlusconi che si è guadagnato dal giudice Beatrice Crosti lo ‘sconto’ di 45 giorni per il comportamento tenuto durante la misura alternativa alla detenzione.
Lo scorso 8 marzo l’ex premier ha recuperato tutti i suoi diritti – resta incandidabile vista la legge Severino – e ‘cancellato’ le restrizioni imposte: non allontanarsi dalla Lombardia (dal martedì al giovedì poteva risiedere a Roma a Palazzo Grazioli per svolgere attività politica), di astenersi dalle uscite notturne, di non frequentare pregiudicati o tossicodipendenti, né luoghi nei quali ci sarebbe la possibilità di incontrarli, di osservare il coprifuoco dalle 23 alle 6.
Ma il rapporto tra Berlusconi e le aule di giustizia non è finito. A Napoli l’ex premier è accusato di aver corrotto con 3 milioni il senatore Sergio De Gregorio perché passasse tra le fila le sue partito (accusa corruzione e finanziamento illecito ai partiti), a Bari deve rispondere del caso escort, secondo l’accusa avrebbe pagato l’imprenditore Gianpaolo Tarantini per mentire sulle escort portate nelle sue residenze tra il 2008 e il 2009. A Milano, infine, continuano a ritmo serrato le indagini su ‘Ruby ter’.

