Dedicata a tutte le donne vittime di violenza la rappresentazione andata in scena questo pomeriggio presso la sala regia di Palazzo dei Priori “Extraurbana Dea- Cronaca di un mito violato”, scritta e diretta da Anna Maria Achilli con Giorgio Colangeli, Anna Maria Achilli e le improvvisazioni al pianoforte, sintetizzatori e samples di Alessandro Gwis. L’evento, proposto dall’assocazione Da.mu.te.a, rientra all’intero della XII manifestazione “Percorso di suoni.Itinerari di eventi al confine tra archeologia,musica e teatro”. La vice presidente dell’associazione ha spiegato come la rappresentazione, realizzata in collaborazione con il Centro studi criminologici, si sia liberamente ispirata al “Bagno di Diana” di Pierre Klossowki.
Dopo i ringraziamenti alla Regione Lazio, al Comune ed alla Provincia di Viterbo ed alla Fondazione Carivit, in rappresentanza della quale c’era il suo presidente, Brutti, ha preso la parola la presidente del consiglio comunale, Maria Rita De Alexandris, che ha precisato come la violenza sulle donne abbia varie sfaccettature,non essenso solo quella fisica, ma anche psicologica e verbale.”Dobbiamo dare forza a queste donne per non avere paura e denunciare i loro aggressori”.
Sono, quindi, intervenuti per il Centro Studi Criminologici di Viterbo, Rita Giorgi, che ha parlato di “un problema che attraversa tutti gli strati sociali”. “Aiutiamo – ha proseguito – queste donne a tirar fuori il loro vissuto così martoriato”. Giorgi ha poi annunciato un’altra iniziativa che farà tappa in dieci Comuni della provincia di Viterbo contro lo stalking ed il cyberstalking.
Paolo Dattilo del Centro studi Criminologici, ha analizzato, infine, la problematica, fornendo dei dati Istat: almeno una donna su 3 dai 16 ai 70 anni è stata vittima di aggressione da parte di un uomo. 7 milioni sono le donne che hanno subito violenza femminile ed in Italia ogni anno almeno 100 donne vengono uccise dal marito, dal fidanzato o dall’ex. “Si tratta di un fenomeno che prende tutte le classi sociali – ha precisato Dattilo – tanto che è difficile definire anche un identikit dell’abusatore, che può appartenere a qualsiasi ambiente ed avere qualsiasi età. La violenza può emergere in qualsiasi momento, in concomitanza con la nascita di un figlio o anche molti anni dopo il matrimonio. L’abusante porta ad un controllo del soggetto. Se non c’è presa di coscienza della propria sogettività la relazione non può che essere funzionale.
E’ possibile uscire da questa dinamica perversa attraverso il superamento della collusione che irretisce per giungere all’integrazione ideologica tra soggetti. L’amore ideale è possibile solo se ci sono queste condizioni: maturità, indipendenza e sincerità”. Ha avuto, quindi, inizio la rappresentazione che, grazie alla bravura degli attori, delle musiche e degli effetti scenici, ha colto nel profondo la disperazione di Diana, dea dei boschi e della fertilità, violata dal cacciatore Atteone. Un viaggio nel mito trasferito ai tempi moderni in cui lo spettatore è stato stimolato con forti sensazioni visive ed uditive, vivendo il conflitto tra le due forze, quella maschile e quella femminile.
Wanda Cherubini

