violenze-calcioDopo gli scontri di ieri nel derby della Mole, risulta chiaro che questo tipo di atteggiamento e comportamento di alcune frange di “tifosi” non è più tollerabile. Con il passare degli anni abbiamo assistito a un imbarbarimento dei comportamenti fuori e dentro gli stadi. E’ purtroppo lontano il ricordo di quando da piccoli, accompagnati dal genitore o dai fratelli più grandi, ci si poteva gustare la partita della propria squadra del cuore, senza il timore di finire all’ospedale o addirittura all’obitorio. E’ chiaro che ormai le misure messe in atto per contrastare le “tifoserie” più animate e violente, non bastano più ed è quindi necessario un vero giro di vite, per isolare, stroncare ed estirpare questo dannoso quanto odioso fenomeno. Ecco cosa pensano e quali soluzioni propongono alcuni addetti ai lavori.

Beretta, chiudere curve non serve, colpire singole responsabilità

“La logica di chiudere una curva o punire dei tifosi non sta funzionando, questo copre la responsabilità dei singoli: finché si andrà in questa direzione avremo risultati inefficaci. Il vero salto di qualità sta nell’affrontare il fenomeno come vero e proprio fenomeno delinquenziale, sanzionando i singoli con le norme in vigore senza indulgenza”. Lo ha affermato il presidente della Lega di Seria A, Maurizio Beretta, in merito agli episodi di violenza di ieri prima e durante il derby tra Torino e Juventus.

“Sono episodi totalmente intollerabili e inammissibili -ha sottolineato Beretta ai microfoni de ‘La politica nel pallone’ su Gr Parlamento-. Il mondo del calcio chiederà ancora un approccio molto drastico e duro contro questi fenomeni che fanno male a tutti, dai tifosi perbene alle società. Bisogna uscire da una sorta di cortina fumogena e da qualche indulgenza: ci sono comportamenti criminali da perseguire in modo duro e chiaro”.

Beretta concorda come il mondo del calcio debba abbassare i toni del dibattito. “Bisogna essere attenti al livello del dibattito e alle modalità del confronto, dandoci anche delle regole più stringenti, ma chi tira una bomba carta o prende a sassate un pullman si rende responsabile di azioni inaccettabili per il codice penale”.

Lippi, per fermare i violenti servono leggi severe come in altri Paesi

“Per fermare certi atti così gravi serve l’applicazione di leggi severe come fanno in altri Paesi: da noi è permesso di tutto perché non si prendono provvedimenti”. L’ex tecnico di Juventus e Nazionale, Marcello Lippi si esprime così in merito ai gravi fatti di violenza accaduti ieri a Torino in occasione del derby della Mole. “Tutti possono contribuire a creare la mentalità per favorire i comportamenti corretti -aggiunge Lippi a radio onda libera-. Ma ci vogliono innanzitutto le leggi da applicare in modo severo e rigoroso, come avviene in altri Paesi. Da noi purtroppo i responsabili vengono fermati e arrestati, poi il giorno dopo tornano liberi e si ricomincia. I delinquenti sono attratti dall’Italia perché nei loro Paesi i provvedimenti sono duri e vengono presi”.

Lippi poi commenta l’impresa sul campo dei ragazzi di Ventura, che si sono imposti contro la Juventus, dopo 20 anni. “Il Torino si è tolto una gran bella soddisfazione ed è un’ulteriore conferma del grande lavoro di Ventura. L’ultima volta c’ero io quando i granata vinsero due derby e lottavano per la retrocessione, mentre ora la dimensione è diversa. Conosco bene Ventura, abbiamo giocato insieme alla Sampdoria in Primavera, e ha avuto meno di quanto meritasse. Ha portato i granata in un’altra dimensione”.

L’allenatore vincitore dell’ultima Champions League della Juventus nel 1996 parla anche delle differenze tra Conte e Allegri. “Uno ha iniziato un percorso straordinario con il dna juventino attraverso un grande lavoro, l’altro ha portato qualcosa di diverso e l’esperienza internazionale. La Juve domina in Italia e sta cominciando a vincere le partite importanti sulla scena europea”.

Mancini, provvedimenti seri contro i violenti una volte per tutte

“Il modello inglese contro la violenza negli stadi? Anche in Inghilterra, anche se meno frequentemente rispetto all’Italia, succede e quando accade in 24 ore la polizia arresta un po’ di persone e li porta via. Lo fanno vedere anche in diretta tv quello che fanno. Se non facciamo qualcosa veramente, dopo anni di parole…Una partita è una partita, non serve per altre cose, bisogna prendere provvedimenti seri una volte per tutte altrimenti succederà ancora. Tutti dobbiamo farlo”. Il tecnico dell’Inter, Roberto Mancini, si esprime così sugli incidenti che hanno caratterizzato ieri il derby di Torino.

Infantino, tolleranza zero contro i violenti, fare come in Inghilterra

“Serve tolleranza zero nei confronti di coloro che entrano in uno stadio con delle bombe. In Inghilterra dal 2001 sono state escluse 19.000 persone e non ci sono più problemi. Bisogna rimboccarsi le maniche, riconoscere e isolare i violenti, arrestarli e mandarli in galera per un po’ di tempo come si fa in altri paesi”. Lo ha detto il segretario generale della Uefa, Gianni Infantino, all’indomani degli episodi di violenza che hanno fatto da sfondo al derby della Mole.

“Il primo sentimento per quanto successo ieri è di profonda tristezza -sottolinea il numero due della Uefa ai microfoni de ‘La politica nel pallone su Gr Parlamento’- ma non deve essere una domenica da dimenticare ma una domenica da dove ripartire per escludere i violenti dal mondo del calcio”.

Infantino elogia anche i presidenti che si sono ribellati al tifo violento come Pallotta e Lotito: “Tutte le persone che hanno la forza di reagire a queste frange estreme vanno incoraggiate”.