Il ministero degli Esteri del Cairo ha chiarito il caso dei 15 cittadini egiziani che si temeva fossero stati rapiti dal sedicente Stato Islamico (Is) in Libia, spiegando invece che sono stati arrestati dalle autorità di Tripoli con l’accusa di immigrazione illegale. ”Il ministero ha contattato l’ambasciatore egiziano in Libia che ha confermato dove si trovano” i cittadini egiziani, ha detto il consigliere del ministero degli Esteri del Cairo Hisham El-Naqib all’agenzia di stampa Mena. ”L’Is in Libia non ha nulla a che vedere con questa questione, gli egiziani sono a Tripoli, a circa 400 chilometri dalle zone controllate dal gruppo terroristico”, ha aggiunto.
Secondo un rapporto del 2010 dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, circa 1,5 milioni di egiziani lavoravano all’epoca in Libia. Il numero si è ridotto notevolmente dopo la rivolta contro il regime di Muammar Gheddafi nel 2011. L’Egitto condivide una la Libia un confine di 1.200 chilometri, il che rappresenta fonte di insicurezza per il Cairo. A febbraio del 2015 21 egiziani copti furono decapitati dall’Is in Libia.

