Manca poco per il dato definitivo, ma ormai è chiaro che gli italiani hanno scelto di non andare a votare per il referendum abrogativo dell’«art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale». Con quasi tutte le sezioni pervenute al Viminale, la percentuale supera di poco il 32% dei votanti. Non essendoci almeno il 50% dei votanti più uno, il referendum è quindi nullo. Lo strumento referendario, nel nostro paese, risulta ormai del tutto inutile.

